“Sì alle coppie di fatto anche gay” finiani-Pdl, si apre il fronte etico

ROMA – L’ultima trincea, nel campo di guerra della maggioranza, è quella dei temi etici. Un rilancio dopo l’altro, tocca al vicecapogruppo di Fli Benedetto Della Vedova – il deputato che ha illustrato a Montecitorio l’astensione dei finiani sulla sfiducia a Caliendo – spingersi oltre la linea dell’intesa possibile: con la proposta di «una legge civile sulle coppie di fatto anche gay». E con l’altra, «condivisa da Fini», di «un disarmo bilaterale» sul biotestamento sul quale «il Pdl ha prodotto solo proposte confessionali». Della Vedova, origini radicali, auspica anche la modifica della legge 40 sulla fecondazione assistita. Ai più, nel Popolo della libertà , sembra un ulteriore guanto di sfida, una risposta a Ignazio La Russa che, dalle colonne di Repubblica, aveva emendato i quattro punti indicati da Berlusconi per testare la fedeltà  dei finiani, aggiungendo di proprio pugno una stretta sulla lotta all’immigrazione clandestina. Non era piaciuta, quella sortita, né a Fabio Granata («Bel modo per cercare il dialogo») né a Italo Bocchino: «È un evidente provocazione: la via di La Russa alla lotta ai clandestini è quella dei medici che denunciano i piccoli immigrati finiti in ospedale». E anche il viceministro Adolfo Urso, come si legge nell’intervista in questa pagina, diffida della proposta La Russa, parlando di «trappola».
Sull’immigrazione la temperatura torna di nuovo alta. Il Pd boccia La Russa per voce del responsabile sicurezza Emanuele Fiano: «Rilanciare dopo due anni e mezzo di governo come punto programmatico questo tema è la dimostrazione del fallimento». E non contribuisce a stemperare il clima l’iniziativa di Silvana Comaroli, deputata leghista che ha presentato una proposta di legge dal titolo «norme per garantire livelli essenziali di comprensione linguistica nelle prestazioni di servizi ai consumatori». La Comaroli la spiega così: «Per aprire un negozio – dice l’esponente del Carroccio – gli extracomunitari devono dimostrare di conoscere l’italiano».
Distanze che si accentuano, steccati che si alzano. Nel rodeo del centrodestra rispuntano anche i temi dell’etica, con l’apertura di Della Vedova alle coppie gay. Che finisce per suscitare il disappunto dei moderati del Pdl, come il ministro Carlo Giovanardi («La famiglia è quella scolpita in Costituzione») e il presidente dei Cristiano riformisti Antonio Mazzocchi: «Contrasteremo con forza ogni iniziativa di impronta laicista contro la famiglia naturale o la vita, che va difesa strenuamente dal concepimento fino alla morte naturale». Della Vedova mette in ambasce anche i potenziali alleati del terzo polo: «Così l’intesa è difficile», dice Paola Binetti, parlamentare dell’Udc.
Ma, soprattutto, l’esponente di Fli introduce altri argomenti di dissenso nella maggioranza proprio nel giorno in cui Fini, con le risposte sulla casa di Montecarlo e le stilettate «a chi «strilla contro i magistrati comunisti», rilancia anche l’offensiva sulla legalità . E Della Vedova attira altre critiche sui finiani all’indomani del suggerimento di Bocchino al Pdl («Cambiare i coordinatori»), visto dai berlusconiani come un’indebita ingerenza nella vita di un altro partito. Ecco perché le elezioni sono uno scenario probabile, malgrado i finiani si dicano contrari a quest’ipotesi: «Non vi è ragione per le elezioni anticipate», ancora Della Vedova. «Su temi che investono la responsabilità  istituzionale – aggiunge – sono auspicabili nuove convergenze anche con forze di opposizione». Al di là  delle dichiarazioni, in pochi ormai scommettono su una improvvisa pace di Ferragosto fra Berlusconi e Fini. E sull’alleanza in crisi, alla fine, pesa sempre più la (calcolata?) rassegnazione di Umberto Bossi: «Una mediazione è difficile. Elezioni? Si possono fare anche a novembre».


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