Rom espulsi, la Commissione europea contro il razzismo critica la Francia

La Ecri si aggiunge al coro di critiche delle varie organizzazioni: “Rom ritenuti collettivamente responsabili di reati e di aver abusato della legislazione europea sulla libera circolazione. Delusione per questa evoluzione negativa”

Redattore sociale Sergio Segio • 25/8/2010 • Europa • 272 Viste

STRASBURGO – La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) si è aggiunta oggi al coro di critiche lanciato da varie organizzazioni per il trattamento dei migranti rom in Francia. Già  in una relazione pubblicata nel giugno del 2010, l’Ecri aveva invitato le autorità  francesi a impegnarsi nella lotta al razzismo nei confronti di questa comunità . Ciononostante – si legge nel comunicato di Ecri – nelle ultime settimane funzionari francesi di alto livello e il governo hanno rilasciato dichiarazioni e adottato misure fortemente stigmatizzanti nei confronti degli immigrati rom. Questi ultimi vengono ritenuti, sostiene Ecri, “collettivamente responsabili di reati e di aver abusato della legislazione europea sulla libera circolazione. L’Ecri non può che esprimere delusione per questa evoluzione negativa”.

Ancora nel 2005, l’Ecri aveva raccomandato alla Francia di garantire i diritti sociali dei migranti Rom “all’alloggio, alla salute e all’istruzione”. Nel 2010 però molte di queste persone vivono ancora in “condizioni indegne” in campi di fortuna. Secondo Ecri, una politica come quella adottata da Parigi, basata su sfratti e incentivi a lasciare il paese, non può fornire una risposta durevole, anche supponendo che queste norme rispettino i diritti umani.

Se da un lato la Francia può imporre controlli sull’immigrazione, conformemente ai suoi obblighi internazionali, dall’altro l’Ecri ricorda che i cittadini dell’Unione europea (quali i migranti rom oggetto di espulsione) hanno il diritto di risiedere sul territorio francese per determinati periodi di tempo e di farvi eventualmente ritorno. In quest’ottica, la Francia dovrebbe cercare soluzioni sostenibili per la cooperazione con le istituzioni dei paesi Stati partner (ovvero Bulgaria e Romania in primo luogo). Ecri ricorda inoltre che le politiche di governo o le proposte legislative che si fondano su una discriminazione per motivi etnici sono vietate e contrarie agli obblighi di legge vincolanti per tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa.

Una richiesta di dibattere la situazione dei rom in Francia nel corso della prossima plenaria dell’Europarlamento è stata inoltrata oggi dal gruppo liberale all’ufficio di presidenza. Sophia In’t Veld, olandese autrice della richiesta, ritiene che tollerare un simile atteggiamento discriminatorio aprirebbe un vaso di Pandora, e si chiede chi potrebbe essere il prossimo gruppo etnico a essere stigmatizzato ed espulso.
Anche la presidenza belga dell’Unione europea si tiene a distanza dalla Francia, e potrebbe rifiutare l’invito a partecipare al mini-summit dei ministri dell’Interno dei sei più importanti paesi per paura che si trasformi in un’occasione per legittimare le deportazioni attuate da Parigi. Anche altri paesi invitati (come il Regno Unito e la Germania) hanno avuto un atteggiamento freddo verso l’evento del 4 settembre, e vi invieranno figure ministeriali di secondo piano. L’Italia al contrario appoggia l’iniziativa, con il ministro Roberto Maroni che ha dimostrato interesse per le scelte adottate da Parigi verso i rom. (mm)

 

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