Auser, Cnca e Movi: “Il Forum rappresenta solo le grandi organizzazioni”

ROMA – Il Forum del terzo settore compia un salto di qualità . L’appello arriva da tre organizzazioni del privato sociale che fanno parte del Forum, nato ormai tredici anni fa: Auser, Coordinamento nazionale delle comunità  di accoglienza (Cnca) e Movimento per il volontariato italiano (Movi) che chiedono un rilancio dal basso, una maggiore capacità  di rappresentanza e il rafforzamento dei Forum regionali. Per lanciare un dibattito pubblico e a tutto tondo sul ruolo, gli obiettivi e le prospettive del Forum del terzo settore le tre organizzazioni hanno organizzato un seminario per il prossimo 1 ottobre a Roma (Centro Congressi Cavour, Via Cavour, 50A) a cui sono stati invitati i presidenti e ai rappresentanti delle associazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e del mondo della cooperazione. La richiesta esplicita è dunque quella di un Forum “più autorevole, incisivo e rappresentativo”. Un Forum – come si legge nel documento che Auser, Cnca e Movi hanno appositamente approntato per il seminario pubblico – ripensi “la sua missione, le sue possibilità  e la sua posizione nell’attuale panorama istituzionale”.

Il punto è che il Forum vive attualmente in una situazione di “galleggiamento” e che “allo stato degli atti” è difficile considerarlo come “un soggetto riconosciuto, autorevole e incisivo”, soprattutto nei confronti “del mondo politico, delle istituzioni e delle altre forze politiche ed economiche”. Tra i problemi messi in rilievo dalle organizzazioni promotrici del seminario vi è quello della rappresentanza: “Le organizzazioni del terzo settore rappresentate all’interno del Forum sono una frazione di quelle esistenti nel paese, in una proporzione che lascia molto a desiderare”, si legge nel documento che sottolinea anche come il Forum non sia “particolarmente impegnato in uno sforzo di proselitismo”. Tutto sommato – chiariscono Auser, Cnca e Movi – non sembra che il Forum sia realmente interessato ad “avere una base associativa diversa da quella esistente”, composta prevalentemente dalle organizzazioni più grandi.

Non solo, dunque, il Forum appare “monopolizzato” dalle realtà  più “influenti”, ma manca anche di “una strategia nei confronti delle realtà  più piccole” per aumentare “il peso della propria funzione di rappresentanza includendovi un mondo tanto vasto e diversificato”. Come se – non manca di sottolineare il documento – una base associativa più ampia e diversificata potesse “turbare gli equilibri raggiunti”. La mancanza di un’interlocuzione politica a maglie larghe si traduce – secondo l’analisi delle tre organizzazioni – non in un “confronto sul modello sociale” ma piuttosto sulla difesa degli interessi degli associati: indicative a questo proposito le battaglie per il 5xmille o per le agevolazioni sulle tariffe postali. Il problema dell’efficacia e dell’incisività  dell’azione del Forum del terzo settore si ripropone infine a livello locale, dove i Forum regionali solo raramente riescono a partecipare al “disegno delle politiche sociali”. (ap)

 

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