Castel Volturno, schiaffo dal sindaco “Non commemoro quei criminali”

CASTEL VOLTURNO – Era la cerimonia in ricordo di sei immigrati uccisi dalla camorra stragista dei Casalesi. Una stele in memoria degli innocenti massacrati. Non è stato così, per il sindaco di Castel Volturno, che non ha partecipato alla celebrazione e ha sparato a zero contro tutto e tutti. Le vittime? Forse spacciavano droga. Gli immigrati? Vivono sulle nostre spalle.
È una vera bufera, quella scatenata dal sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone sulla lapide in ricordo dei sei immigrati ammazzati dalla camorra davanti a una sartoria di Castel Volturno e che travolge, nelle parole del primo cittadino, la chiesa e le associazioni di volontariato. È la strage del sangue e delle polemiche. Il sindaco che arriva a dire: «Faremo la fine degli indiani d’America. La nostra comunità  morirà  sotto il peso dell’immigrazione».
Parole che fanno esplodere le polemiche, mentre sulla vicenda interviene il pubblico ministero dell’Antimafia che ha seguito l’inchiesta sulla strage di Castel Volturno conclusa poi con l’arresto del boss Giuseppe Setola e dei fedelissimi del commando. Commenta così il pm Cesare Sirignano le parole del sindaco Scalzone: «Il diniego di commemorare dei morti innocenti? Un grave errore, soprattutto quando su una aggressione di inaudita ferocia che costò la vita a sei uomini pesa l’aggravante di una discriminazione razzista. Il commando guidato da Giuseppe Setola rispose a questa logica: andiamo a uccidere quei neri, anche sei incolpevoli, perché così gli altri neri, cattivi, capiranno. I neri, per loro, erano tutti uguali».
Ma intanto il sindaco di Castel Volturno, nel giorno della commemorazione due anni dopo la strage, insiste: «Vivono sulle nostre spalle. Non pagano i servizi essenziali, a partire dalla tassa sui rifiuti. Il problema è che qui i clandestini non sanno starci in modo civile. E l’ho detto anche al ministro dell’Interno, Roberto Maroni: non ci potrà  mai essere una soluzione». Quindi l’attacco alla chiesa e alle associazioni di volontariato: «Sono loro che attirano su questo territorio prostitute, spacciatori e criminali di ogni risma. Su questa umanità  disperata ci sono molti interessi. Ci campano un po’ tutti, perché sono bravi a sfruttare soldi pubblici. Vedi, ad esempio, l’associazione “Jerry Masslo” che sulla disgrazia della morte di un poveraccio ucciso in una rapina ha fatto le proprie fortune. E poi c’è il centro di prima accoglienza della Caritas che fa danni enormi, insieme ai padri comboniani. La soluzione? Tagliare i fondi a queste associazioni, anzi magari ci dovrebbe mettere mano anche un po’ la Guardia di Finanza su questi bilanci». E ancora: «Se fosse per me farei come hanno fatto a Rosarno, altrimenti non resterà  che morire tutti sotto il peso del degrado». Parole che sollevano un putiferio. Una sequela di dichiarazioni. Tra le tante, la parlamentare Pd Pina Picierno: «Inaccettabili insulti e oltraggi alla memoria delle vittime innocenti». Furibondi i Movimenti di migranti e rifugiati: « Inaccettabile la posizione assunta da Scalzone».


Related Articles

Migranti. Il ministro Minniti ora vuole i Cie anche in Niger e in Ciad

Arrestiamo umani. L’Alto commissario Unhcr Grandi in Libia si dice sconvolto dalle condizioni di detenzione dei migranti

«La Polonia si orbanizza, attacco a migranti e media»

Intervista. Danuta Przywara (Helsinki Foundation for Human Rights). L’Ong dell’89: «Disattesa l’accoglienza. In pericolo ormai libertà d’espressione e autonomia della giustizia». Walesa: pericolo guerra civile

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment