Colombia, destituita la mediatrice per la pace: ‘Sentenza di opinione’

Il procuratore generale Alejandro Ordoà±ez ha emesso una sanzione disciplinare contro la senatrice liberale Piedad Cà³rdoba, destituendola. L’accusa è di aver “collaborato e promosso le Farc durante il periodo compreso fra il 15 agosto e il 20 novembre 2007 e di aver continuato anche nei mesi dopo, fino al 2010”. Un’uscita pesante che sta generando una serie di reazioni molto forti in Colombia. Questa contro la ex candidata al Nobel per la pace, che fa parte di Colombianas y Colombianos por la Paz, e che ha gestito le più soddisfacenti trattative di pace che hanno portato al rilascio unilaterale da parte della guerriglia di numerosi ostaggi politici, è la prima condanna dei processi denominati Farc-Politica in Colombia.

La senatrice ha dichiarato che “le indagini non hanno ancora trovato riscontri probatori, né nessun merito giuridico né tanto meno hanno valore morale o etico” e ha ricordato le polemiche scatenatesi intorno alla figura del Procuratore, considerato troppo vicino all’ex presidente Uribe e troppo condizionato dalla sue posizioni religiose ortodosse che hanno scatenato molte critiche dei settori laici e femministi. Alla senatrice non rimane che appellarsi alla decisione di fronte al medesimo procuratore e solo dopo, attraverso il meccanismo della tutela, potrà  appellarsi al Consiglio di Stato.

Ciro Quiroz, avvocato della Cà³rdoba, ha precisato che sta preparando azioni giudiziarie che toglieranno ogni effetto a questa controversa decisione. “E’ una decisione senza precedenti nella storia della Colombia e si nota una certa crudeltà  da parte del procuratore, e per questo sarà  denunciato dalla stessa senatrice”, ha concluso.
“Spero che potrà  quanto prima dimostrare la sua innocenza. È l’unica ad averci aiutato e non a parole, bensì con i fatti. Basti pensare alle liberazioni unilaterali fatte dalle Farc”. Queste le parole di Marleny Orjuela, presidente della Asociacià³n Colombiana de Familiares de Miembros de la Fuerza Pàºblica Retenidos por Grupos Guerrilleros (Asfamipaz).
Anche gli ex ostaggi civili, liberati dall’intermediazione di Piedad Cà³rdoba sposano la posizione di Orjuela. L’ex deputato, Sigfrido Lopez, ha evidenziato la difficoltà  nello svolgere un ruolo simile, precisando: “Essere mediatrice di pace implica parlare con i carnefici per aiutare le vittime”.

Il partito della U, invece, ha espresso un prevedibile appoggio totale al procuratore e al procedimento. Il senatore e portavoce del partito, Roy Barreras, ha sollecitato il presidente del Parlamento affinché tolga Piedad Cà³rdoba dalla presidenza della Commissione di Pace del Senato. “Piedad Cà³rdoba – ha dichiarato – sta maciullando da tempo l’immagine del paese” e ha ricordato quando, di fronte all’Unione Europea, disse che la Colombia era “una fossa comune“.

L’ex candidato alla presidenza, Gustavo Petro, ha espresso la propria preoccuazione: “Al procuratore non resta che escludere una persona dalla funzione pubblica per le sue idee politiche”. Una linea seguita anche da tutto il Polo Democratico, che per bocca del suo presidente, Clara Là³pez, ha espresso la propria solidarietà  alla senatrice: “A prima vista emerge chiaro che la sanzione imposta alla Cà³rdoba apre la strada al delitto di opinione“.
La senatrice liberale ha ricevuto anche forti appoggi internazionali. Il presidente venezuelano, Hugo Chà¡vez, ha affermato: “Sono sicuro che Piedad è innocente per ogni accusa rivoltagli di cooperazione con la guerriglia”. Néstor Kirchner, ex presidente argentino e ora segretario generale dell’Unasur ha espresso il suo forte appoggio alla mediatrice colombiana: “Ha svolto un eccellente compito. La rispetto e nessuno può metterla in relazione con le Farc”.

Ma il procuratore non demorde e anzi rincara la dose. Nella notte ha perfino consegnato le carte del caso alla Corte Suprema di Giustizia chiedendo che siano chiariti i risvolti penali della sua condotta, visto che se complice delle Farc sarebbe anche colpevole di “crimini di lesa umanità “. E a chi gli ha rivolto l’accusa di non essere stato tanto scrupoloso e duro nemmeno con i 70 parlamentari implicati nello scandalo della parapolitica, Ordoà±ez ha risposto in diretta sul programma radio “La Hora 20“: “Ho destituito otto parapolitici, non mi si può accusare di essere duto da un lato e blando dall’altro”.

Invece, l’ex procuratore generale ed ex fiscal general Alfonso Gà³mez Méndez ha sottolineato che gli otto para-parlamentari sono stati destituiti soltanto dopo essere stati condannati dalla giustizia penale. Infine, il famoso giornalista Daniel Coronell, direttore di Noticias Uno e editorialista della rivista Semana, dopo aver analizzato dettagliatamente il caso della Procura e indagato a fondo le carte ha dichiarato: “Sono in disaccordo con molti comportamenti tenuti dalla senatrice Cà³rdoba, ma la sentenza di Ordoà±ez fa ridere. È una sentenza di opinione, non fondata su prove solide e pieno di ipotesi”.


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