Contratti, quasi 5 milioni aspettano il rinnovo

Le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate a luglio 2010 dello 0,1% rispetto a giugno e del 2,4% rispetto a luglio 2009. Lo rileva l’Istat, ricordando che a luglio il tasso di inflazione si è attestato all’1,7%.

I settori che presentano gli incrementi più elevati
sono alimentari, bevande e tabacco (+5,2%), telecomunicazioni
(+4,5%), regioni e autonomie locali (+4,3%), servizio sanitario nazionale (+4,2%). Gli incrementi minori si osservano, invece, per pubblici esercizi e alberghi, ministeri, scuola, militari-difesa e attività  dei vigili del fuoco (in tutti i casi l’aumento è stato dello 0,6%) e forze dell’ordine (0,5%).

L’Istat segnala inoltre che alla fine di luglio 2010
i contratti collettivi nazionali di lavoro, in vigore per la sola parte economica, interessano il 63,8% degli occupati dipendenti rilevati per il periodo di riferimento degli indici (dicembre 2005) – segnala l’Istat – a essi corrisponde una quota del 60,7% del monte retributivo osservato.

In termini assoluti
ad essere in vigore sono 37 contratti, che regolano il trattamento economico di circa 8,3 milioni di dipendenti. Risultano, invece, in attesa di rinnovo 41 accordi, relativi a circa 4,7 milioni di dipendenti e al 39,3% del monte retributivo totale.

A livello settoriale
le quote di contratti nazionali vigenti sono molto differenziate: la copertura è totale nel settore agricolo, è pari al 95,3% per l’industria e al 68,% per i servizi privati. Nella pubblica amministrazione, invece, a partire da gennaio 2010 tutti i contratti sono scaduti e la copertura risulta nulla.


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