Emergency in festa a Firenze E apre ambulatorio a Marghera

Emergency si affaccia anche sull’Italia. Perché anche qui ne abbiamo bisogno. E a ottobre apre un poliambulatorio a Marghera (Venezia) per migranti, regolari e non, e italiani che hanno difficoltà  nell’accedere al servizio sanitario nazionale. Intanto, da martedì 7 a domenica 12 settembre, l’associazione ideata da Gino Strada tiene a Firenze, al Mandelaforum (vicino allo stadio) e a Firenze Fiera il suo nono incontro nazionale. 

Stefano Miliani - Unita.it Sergio Segio • 7/9/2010 • Buone pratiche e Buone notizie • 261 Viste

Tra incontri, mostre fotografiche, spettacoli e conferenze, con i medici e i volontari di Emergency per discutere di guerra, salute, uguaglianza, democrazia e informazione. “Il mondo che vogliamo” s’intitola la serata del 10 , con Saviano, Gino Strada, Vauro, Antonio Tabucchi, Samuele Bersani, Camilleri in telecollegamento e che sarà  condotta da Fabio Fazio. Sabato 11 Serena Dandini tirerà  le fila tra Antonio Albanese, Neri Marcorè, Lella Costa, Fiorella Mannoia, infine Patti Smith suonerà  brani inediti con il gruppo rock italiano La Casa del vento. Ne parla Maso Notarianni, del gruppo direttivo.

Emergency interviene anche in Italia?
Sì, a ottobre apriamo un poliambulatorio a Marghera che segue un’esperienza analoga di Palermo. Un po’ per contrastare la deriva di questo paese ci siamo convinti a occuparci anche del nostro paese. Sarà  utile ai migranti, regolari e non, che hanno paura magari, ma a Palermo tanti italiani si rivolgono alla nostra struttura perché non riescono accedere a servizi cui hanno diritto, perché soli, perché non sanno controbattere alla burocrazia. L’idea è offrire servizi sanitari – dall’oculista al dentista a medico generico a ginecologia – e un accompagnamento al servizio sanitario nazionale per chi ne ha diritto e non riesce accedervi.

Ma operate sempre nel mondo. Cardiochirurgia in Sudan come procede?
Funziona a pieno ritmo, ma è il primo passo di un progetto molto ambizioso che è quello di costruire in Africa, insieme ai governi, non dei luoghi di serie B, ma centri di eccellenza anche per gli standard occidentali. Infatti la struttura in Sudan è stimata e ammirata anche dai medici occidentali. Possono accedervi non solo sudanesi ma anche cittadini da altri paesi limitrofi e senza filtro dalle autorità  nazionali, anche da paesi magari in teoria in guerra col Sudan come il Ciad. È un modello che vogliamo estendere.

La serata con Saviano?

Non ci sarà  solo lui. Sarà  venerdì 10 per discutere del mondo e dell’Italia che vogliamo. Apriamo il campo d’azione, si parla di guerre, del perché l’occidente è così odiato dal resto del mondo, di migranti con uno spettacolo di Renato Sarti e Bebo Storti sui morti affogati a Portopalo, vogliamo uscire dal nostro orticello di guerre e ospedali.

Non è un orticello il vostro. Operate in zone di guerra, per dirne una.
No, è vero, però vogliamo discutere di tutto, non solo dei nostri ospedali e del mondo bensì anche della scuola, del nostro paese… E venerdì presenteremo un manifesto di Emergency sul mondo, e l’Italia, che vogliamo.

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