Ghizzoni sale in pole position per il dopo Profumo in Unicredit

MILANO – Il conclave sarà  stamattina alle 8,30, sotto forma di Comitato nomine in programma in una sede dell’Unicredit a Varsavia. E ad entrare “papa”, ovvero amministratore delegato in sostituzione di Alessandro Profumo, sarà  Federico Ghizzoni, quello dei suoi quattro vice di più recente nomina.
Nel pomeriggio, dalle 14,30, il cda del gruppo ratificherà  la decisione e accoglierà  il nuovo capo in una riunione comunque delicata, dove si affronterà  il nodo delle risposte da dare a Bankitalia sugli ultimi temi di attualità , e si inizierà  a parlare di deleghe e della nuova corporate governance. Il progetto del nuovo ponte di comando si definirà  meglio settimana prossima però, quando un altro cda straordinario dovrebbe perfezionare la spartizione delle deleghe operative e indicare uno o più probabilmente due direttori generali. Anche in questo caso finora prevale la soluzione interna, e i favoriti sembra siano Roberto Nicastro e Paolo Fiorentino. Due manager di lungo corso e più identificati con l’azienda, nelle previsioni della vigilia; tanto più che ci sarebbe ancora una probabilità , indicata come minoritaria, che il capo trentino delle attività  retail del gruppo possa far cambiare idea ai sei del comitato. Domani mattina, intanto, il successore di Profumo si presenterà  alla stampa e alla comunità  finanziaria; l’eredità  da raccogliere è pesante, in termini di carisma e personalità  manageriale, non c’è tempo da perdere. Tanto più che il titolo da martedì 21, giorno dell’uscita del banchiere ex Mc Kinsey, è in tensione e anche ieri (in linea con il settore però) ha perso l’1,71% fino a 1,841 euro.
L’ultima vigilia dei preparativi in Unicredit è trascorsa in altre consultazioni tra il presidente Dieter Rampl e i maggiori azionisti, per trovare il più ampio e partecipato consenso possibile ai nomi in ballo per le nomine. Rampl verso mezzogiorno ha lasciato la banca per volare a Varsavia, i consiglieri lo hanno imitato nel tardo pomeriggio. Sia Ghizzoni sia Nicastro, a quanto risulta, avrebbero raccolto consensi – non unanimi però – come possibili amministratori delegati. Tuttavia il primo, un piacentino di 55 anni laureato in legge messo a capo nel 2007 delle attività  del Centro Est Europa, avrebbe raccolto un placet più ampio. Forse perché la rete di Unicredit in quei paesi macina utili a tassi ben più alti rispetto alle filiali italiane (ormai metà  dei profitti operativi del gruppo viene da lì). O forse, come si dice, anche perché la relativa distanza di Ghizzoni dal “centro” milanese di Unicredit è stata vista con favore da soci e consiglieri tedeschi, che lo sentono più affine.
La vicenda è seguita da vicino dalla Banca d’Italia, che non appena riceverà  il nuovo progetto di governance Unicredit lo valuterà  analiticamente. Potrebbero volerci 2-3 settimane, e qualche aggiustamento. Altri aspetti su cui la vigilanza si aspetta risposte circostanziate dalla sua controllata riguardano l’eventuale modifica della governance in seguito alla crescita dei soci libici nel capitale (al 7,6% dopo gli acquisti del fondo Lia in agosto) e la congruità  dei 40 milioni attribuiti dalla banca a Profumo in occasione della sua uscita. Proprio l’ex capo, già  oggi, potrebbe diffondere una lettera ai 170mila dipendenti, che in toni formali conterrebbe un saluto e un ringraziamento per il quindicennio trascorso al vertice della banca.


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MILANO â€” Le prove di messa in sicurezza del sistema finanziario italiano sono iniziate. Con un’avance felpata e clamorosa, che vorrebbe trasformare in forza le sopraggiunte debolezze – nella quotazione e nel controllo – di Intesa Sanpaolo e Unicredit. Si ventila un matrimonio di opportunità , in cui la prima si garantirebbe una rete europea leader, mettendo al riparo la seconda, e con essa la filiera Mediobanca-Generali, da appetiti stranieri. Specie tedeschi.

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