L’iniezione letale sta per scadere. La Corte Suprema blocca l’esecuzione

MILANO – La Corte Suprema della California ha respinto il ricorso delle autorità  locali che volevano giustiziare in tutta fretta Albert Greenwood Brown, condannato a morte, prima della data di scadenza dell’ultima dose di uno dei tre farmaci usati per l’iniezione letale. L’uomo era stato condannato per aver stuprato e ucciso una ragazza nel 1982.

ILLEGALE – L’esecuzione di Greenwood Brown era già  stata bloccata mercoledì da un giudice federale, Jeremy Fogel, secondo il quale non vi era abbastanza tempo per giudicare se data di esecuzione e metodo da usare erano legali. Secondo il giudice, paradossalmente lo stesso che aveva ordinato l’esecuzione nei giorni scorsi, è impossibile stabilire entro giovedì, giorno fissato per l’esecuzione, se le nuove regole per le iniezioni letali, che non possono essere dolorose, rispettino la legge. Le autorità  della California si sono allora rivolte alla Corte Suprema dello Stato, ma questa ha respinto il ricorso, notando che «lo Stato stesso ha contribuito al verificarsi di circostanze incompatibili con un’ordinata soluzione, secondo normali procedure, delle questioni legali pendenti in connessione con le nuove regole delle esecuzioni».

FARMACO ESAURITO – Al centro della questione vi è un potente anestetico, il tiopentale sodico, che dovrebbe rendere incosciente il condannato prima di iniettare gli altri due componenti dell’iniezione letale che lo uccideranno. L’anestetico è praticamente esaurito in tutti gli Stati Uniti e in California ne rimaneva una sola dose che scade domani. La ditta produttrice, la Hospira, ha terminato le scorte e ha avvertito che nuove dosi non saranno pronte prima dell’anno prossimo. Di fatto ciò provoca una moratoria delle esecuzioni in tutti gli Stati Uniti, mentre continuano le polemiche sul metodo dell’iniezione letale. Il giudice californiano Fogel aveva infatti bloccato l’esecuzione perché non aveva il tempo di esaminare le riserve degli avvocati di Brown sul nuovo regolamento delle esecuzioni. Era stato lo stesso Fogel a richiederle nel 2006 dopo che era stato dimostrato che 11 condannati non erano stati pienamente anestetizzati ed erano morti fra atroci dolori. Intanto la Hospira ha espresso la sua contrarietà  per il fatto che il suo prodotto venga usato nelle esecuzioni


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