Mais Ogm a Pordenone, ordinata la distruzione

Dunque sarà  un processo pubblico quello che farà  chiarezza, tra alcuni mesi, mentre intanto si sono scatenate le reazioni alla decisione di condannare senza contraddittorio l’agricoltore friulano. Sì, perché con il decreto penale l’inchiesta è stata lampo e, come prevede la legge, non è consentito all’indagato di farsi interrogare per almeno far cambiare idea al pubblico ministero. Fidenato al processo sosterrà  la mancata applicazione della norma comunitaria su un tema – spiega il suo avvocato Francesco Longo – che fa riferimento a una normativa speciale, nazionale, attuativa di quella europea. Una specie di cane che si morde la coda, in altre parole.
Intanto però le reazioni ci sono state. Per Greenpeace, «finalmente si riporta la legalità  in Friuli». Susanna Cenni, deputata del Pd in commissione agricoltura, afferma che «con la semina si è violato la legge in vigore nel nostro Paese e si è rischiato di produrre danni irreparabili alle coltivazioni vicine». Da parte sua Sergio Marini, presidente della Coldiretti, ha già  ufficializzato l’intenzione di costituirsi parte civile al processo «per chiedere il rimborso degli eventuali danni procurati al patrimonio agricolo ed ambientale e fare in modo che reati come questo non si verifichino più».


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