Mercato auto mai così giù da 17 anni In agosto vendite crollate del 19%

TORINO – Non accadeva da diciassette anni: appena 68 mila 718 vetture immatricolate in agosto a conferma di un andamento del mercato italiano che il Csp di Bologna definisce in «coma profondo». La contrazione del mese scorso è stata del 19,3 per cento ed è la quinta consecutiva da quando, esaurita col primo trimestre 2010 l’ultima spinta degli incentivi alla rottamazione, è cominciata una caduta che non sembra destinata ad arrestarsi. Il gruppo Fiat, lasciando sul terreno un 27 per cento circa, paga un prezzo ampiamente superiore alla flessione del mercato. Mentre permangono le tensioni che lo contrappongono alla Fiom Cgil il cui segretario Maurizio Landini ieri ha annunciato una querela nei confronti del ministro Maria Stella Gelmini che nei giorni scorsi aveva dato ragione alla Fiat sul licenziamento degli operai di Melfi. «Possono esserci punti di vista diversi» ha spiegato « ma è inaccettabile che vengano offesi i lavoratori tanto più se ciò avviene in presenza di una sentenza dei giudici».
A due settimane dall’assemblea che dovrà  approvare lo spin off e dunque la nascita di Fiat Industrial (Iveco e CNH) staccata da Fiat Auto, il Lingotto continua a navigare in un mercato che lo penalizza più di quanto non faccia con altre marche. La sua quota del 30,7 per cento è in crescita rispetto a luglio ed è anche la più alta degli ultimi cinque mesi ma risulta di 3 punti netti inferiore rispetto a un anno fa. I suoi diretti avversari, dalla Ford alla Opel e dalla Renault alla Peugeot, dalla Nissan a Toyota, sono tutti in fase di recupero e a spiegarlo non è sufficiente la sola fine degli ecoincentivi. La crisi, in Italia, si sta rivelando più pesante che negli altri grandi mercati europei. E non è limitata soltanto alle auto ma colpisce anche l’industria delle due ruote che in agosto, mese che rappresenta il 5 per cento del totale annuo, ha subito una flessione del 21,5.
Ci sono poi le previsioni formulate dei concessionari oltre la metà  dei quali ritiene che la caduta della domanda continuerà  nei prossimi mesi per cui si deve ritenere che il «purgatorio» del Lingotto durerà  ancora in attesa di vedere se e come funzionerà  il piano congiunto Fiat-Chrysler. Ma è sul fronte dei rapporti col sindacato che Marchionne deve prepararsi a un autunno assai diverso da quelli che hanno sinora caratterizzato gli anni della sua presenza a Torino. Lo scontro con la Fiom non accenna a perdere di intensità . «Siamo assolutamente disponibili a sviluppare una vera trattativa con la Fiat» ha dichiarato Landini «ma siamo convinti che ciò sia possibile applicando i contratti e le leggi esistenti». Per il numero uno della Fiom «sarebbe questo un atto di modernità » nel quale egli mostra di avere poca fiducia anche perché l’azienda continua a tenere una linea dura. «Introdurre la derogabilità  del contratto per tutti i settori produttivi è una cosa di una gravità  assoluta, un imbarbarimento sociale del paese».
La Fiom, che l’8 settembre riunirà  il suo comitato centrale per mettere a punto una linea di difesa anche per quanto riguarda le assunzioni nella Newco di Pomigliano, il cui metodo secondo Landini pone la Fiat «fuori dalle leggi di questo paese». Insomma una linea di intransigenza che si scontra anche con l’iniziativa della Uilm che ieri a Termini Imerese ha sfidato l’azienda a restare in cambio della firma di un accordo come quello di Pomigliano. Una richiesta che serve solo a peggiorare i rapporti con la Fiom.


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