“Al Qaeda era pronta a colpire” nel mirino Parigi e Londra

LONDRA – Volevano colpire l’Europa, ma l’America li ha fermati ancora prima che lasciassero la loro base, in Pakistan, e ha avvertito l’Europa del pericolo. Una minaccia diversa da quella dei kamikaze che si fanno esplodere imbottiti di esplosivo o dalle bombe su treni, metrò, bus, ma non meno preoccupante. L’idea era di attaccare simultaneamente tre città  in diversi paesi europei, Gran Bretagna, Francia e Germania, con terroristi armati di mitra che seminassero morte e panico nelle strade. Un attentato “stile Mumbay”, cioè come quello che un gruppo terroristico islamico lanciò nel 2008 nella ex-Bombay in India, colpendo due alberghi e un centro ebraico, lasciando sul terreno 166 morti e centinaia di feriti. Rivelato due settimane fa dall’interrogatorio di un terrorista di origine afgana catturato dagli americani, il piano era passato dallo stato di progettazione a quello di “avanzata preparazione” quando è stato sventato dagli Usa, che utilizzando. i droni-killer, i micidiali aerei senza pilota, hanno messo in condizioni di non nuocere i componenti della cellula, ossia li hanno eliminati. Erano tutti legati ad al Qaeda. Sembra che anche gli Stati Uniti fossero nel mirino di future azioni del genere.
La notizia è uscita per prima martedì sera sulla rete televisiva britannica Sky News, che ha citato fonti dell’intelligence britannica, poi l’ha ripresa anche la Bbc. Ieri le autorità  tedesche hanno ammesso di essere a conoscenza di informazioni su attacchi di Al Qaeda contro Europa e Stati Uniti, e di averle scambiate con altri paesi «con riservatezza e tempestività ». Il ministero degli Interni tedesco afferma tuttavia che non ci sono al momento rischi imminenti per la Germania in questo senso. Il ministero degli Interni francese indica di non sapere niente di progetti di attentati contro Francia, Gran Bretagna e Germania, precisando che il pericolo di terrorismo evocato la settimana scorsa in Francia non era basato sulla presunta minaccia descritta da Sky e Bbc. Anche l’evacuazione della torre Eiffel, ordinata martedì per la seconda volta, non viene descritta come collegata al complotto “stile Mumbay”. Ma un’alta fonte dei servizi francesi rivela alla agenzia France Presse: «La minaccia era reale».
Le apparenti contraddizioni sul modo di raccontare cosa è successo, o poteva succedere, vengono spiegate con due considerazioni. La prima è che un piano fermato in Pakistan in fase di preparativi è una minaccia ben diversa da un attentato sventato quando i terroristi sono sul posto e pronti a entrare in azione: quindi c’è chi, nel mondo dei servizi segreti, minimizza la vicenda come uno dei tanti complotti bloccati sul nascere. In secondo luogo, in generale l’intelligence preferisce non confermare progetti terroristici, se non c’è una minaccia reale e palpabile, perché non vuole creare inutilmente panico nella popolazione. Il livello di allarme terroristico in Gran Bretagna, Francia e Germania è rimasto immutato, poiché il complotto è fallito in partenza; ma in tutti e i tre paesi l’allarme era già  stato comunque innalzato al penultimo grado, quello definito “grave”, secondo cui un attacco è “molto probabile”, sebbene non ancora “imminente”. Un piano sventato, insomma, non cancella il pericolo: c’è la certezza che i terroristi ci riproveranno.
Non è trapelato quali fossero le città  europee che i terroristi avrebbero voluto colpire, anche se qualcuno parla di Londra, Parigi e una località  tedesca. Le rivelazioni sul complotto verrebbero dall’interrogatorio di Ahmed Sidiqi, un estremista tedesco di origine afgana, catturato in Afghanistan dalle forze americane e detenuto dal luglio scorso nella prigione militare Usa di Bagram. Era in procinto di partire per l’Europa. Fortunatamente non c’è arrivato.


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