“Lapidata dopo il Ramadan” l’angoscia del figlio di Sakineh

Appello al governo italiano: “Ora faccia di più”.  Il ministro Frattini: “Nulla di deciso. Abbiamo avuto rassicurazioni dall’Iran” 

ROSALBA CASTELLETTI - la Repubblica Sergio Segio • 7/9/2010 • Diritti umani • 176 Viste

«Grazie di cuore all’Italia, grazie a tutti, ma serve di più». Man mano che si avvicina l’Eid al-Fitr, la fine del Ramadan che quest’anno potrebbe cadere tra giovedì e venerdì, aumenta l’angoscia di Sajjad Ghaderzadeh per la sorte della madre, Sakineh Mohammad Ashtiani, la donna iraniana di 43 anni condannata alla lapidazione per adulterio e complicità  in omicidio. «Il mese del Ramadan è alla fine – ha ricordato in collegamento telefonico durante una conferenza stampa a Parigi – e secondo la legge islamica le condanne possono di nuovo essere eseguite». Per questo, dopo l’appello di domenica al governo italiano e al Vaticano, Sajjad è tornato a chiedere di più: «Servono passi solenni – ha detto all’agenzia di stampa Ansa – come la convocazione dell’ambasciatore o l’inasprimento delle sanzioni. Purtroppo con Teheran funzionano soltanto i rapporti di forza».
Un appello che non è caduto nel vuoto. Se il ministro degli Esteri Franco Frattini ha smentito l’imminenza di un’esecuzione dicendo di avere avuto da Teheran la rassicurazione che «nessuna decisione è stata presa», il capo della diplomazia francese Bernard Kouchner, presente ieri alla conferenza stampa parigina insieme al filosofo Bernard-Henry Levy e all’ex-avvocato della donna Mohammad Mostafei, si è detto pronto «ad andare a Teheran se necessario», mentre domani è attesa una risoluzione del Parlamento europeo da ieri in seduta plenaria. Intanto gli appelli su Internet continuano a raccogliere adesioni: oltre 125mila le firme su Repubblica.it, quasi 300mila sul sito freesakineh.org.
«Le pressioni finiranno per portare a un risultato», ha detto fiducioso Sajjad. Della madre non ha notizie da quando, l’11 agosto, la tv iraniana ha mandato in onda una sua dubbia confessione. L’unica cosa di cui si dice certo, nonostante le smentite di Mostafei, è che Sakineh abbia «ricevuto 99 frustrate supplementari» per “indecenza”, dopo la pubblicazione sul Times della foto di una donna senza chador sotto il titolo “Il vero volto della donna che l’Iran vuole lapidare”. La donna ritratta era in realtà  un’attivista iraniana esule in Svezia, ma l’errore è bastato a Teheran per nuove pressioni.

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