Sindaco ucciso, l’Antimafia indaga sui clan

ACCIAROLI – «Un sindaco che aveva dedicato le sue energie e il suo impegno alla tutela della legalità  in difesa degli interessi della popolazione»: così il Capo dello Stato Giorgio Napolitano descrive Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica-Acciaroli assassinato domenica sera nell’agguato che ha scioccato la “Portofino del Cilento” e ha suscitato «profonda commozione» nel presidente della Repubblica. In un messaggio ai cittadini del comune salernitano, che ieri hanno manifestato con una fiaccolata, Napolitano invita «tutte le istituzioni» a stringersi «intorno alla famiglia della vittima e alle forze dello Stato chiamate a far luce sull’accaduto». Ai funerali parteciperà  anche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.
Ma all’indomani del delitto fanno rumore le parole del fratello del sindaco, Claudio Vassallo, il primo a trovare il corpo senza vita dell’amministratore, che si è sfogato davanti alle telecamere di Sky: «Angelo è stato lasciato solo, abbandonato», ha detto. E ha aggiunto: «Mi aveva detto che personaggi delle forze dell’ordine erano in combutta con personaggi poco raccomandabili. Ci sono lettere scritte sia al comando provinciale sia al comando centrale a Roma, senza alcuna risposta». La circostanza viene però profondamente ridimensionata sia dagli inquirenti impegnati nelle indagini, da ieri assegnate alla Direzione distrettuale di Salerno guidata dal procuratore Franco Roberti e dunque indirizzate sulla pista camorristica, sia dal comandante regionale dei carabinieri, il generale Franco Mottola. I carabinieri di Pollica, ha ribadito l’alto ufficiale, «hanno sempre svolto il loro lavoro con massimo impegno non lasciando alcuna ombra sul loro operato». Le lettere di Vassallo, ha spiegato il generale, contenevano «piccole lamentele» relative «alla sfera di competenza del comandante e dello stesso sindaco, ad esempio sugli adempimenti cui sono chiamati i titolari degli alberghi per la segnalazione degli ospiti», che erano state «chiarite per le vie brevi tra il comandante e il sindaco, che anzi aveva espresso apprezzamento per l’operato dei carabinieri di Pollica».


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