Trasfusione con il sangue sbagliato Torino, donna muore alle Molinette

TORINO – Cinque minuti di trasfusione con il sangue destinato a un altro paziente sono stati fatali per Irene Guidi, 76 anni, morta nella notte tra lunedì e martedì all’ospedale Molinette di Torino. Il tragico errore, avvenuto nel pomeriggio di sabato quando la donna era arrivata in Pronto soccorso con difficoltà  respiratorie, l’aveva ridotta in fin di vita. Ricoverata in rianimazione è deceduta trentasei ore dopo per insufficienza di organo. M. S., il medico che l’aveva in cura al momento della trasfusione, ha immediatamente ammesso l’errore e parlato con i familiari. «Per il momento non abbiamo intenzione di rivolgerci a nessun legale, aspettiamo l’esito dell’indagine – ha detto ieri il figlio della vittima, Roberto Pelisseri – mia madre è arrivata in ospedale in condizioni già  molto gravi, ci conforta che i medici abbiano ammesso la propria responsabilità  senza nascondersi». Immediatamente alle Molinette ha preso il via una indagine interna e ieri, i carabinieri del Nas di Torino, hanno lavorato tutto il giorno per ricostruire la dinamica dell’incidente. Hanno sequestrato la cartella clinica e le sacche di sangue utilizzate. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Sanità , Ferruccio Fazio che ha chiesto in serata una prima relazione sull’accaduto.
Si è trattato probabilmente solo di un momento di distrazione dovuta alla fretta di intervenire. Irene Guidi era risultata dalle analisi fortemente anemica, i medici sospettavano che fosse per via di un’ulcera al tubo digerente e per questo avevano prescritto trasfusione di sangue immediata. M. S. ha trovato le due sacche nella stanza della paziente e ha dato per scontato che si trattasse di quelle destinate a lei. Con una gestualità  automatica, ma senza chiederle nome e cognome e verificare sull’etichetta l’effettiva corrispondenza, ha messo la flebo e aperto l’erogatore. Erano le 14.50 di sabato – è scritto nella cartella clinica. Già  alle 14.55 la donna manifestava i sintomi di una cristi respiratoria acuta e di edema polmonare. Quando medico e infermiere hanno interrotto l’erogazione di sangue era ormai troppo tardi. La paziente è stata trasportata in rianimazione dove per più di un giorno hanno tentato di salvarla. È deceduta, invece, alle 2 della notte tra lunedì e martedì ufficialmente per «insufficienza d’organo». Ma sul suo corpo sarà  effettuata l’autopsia per accertare quali siano state le vere cause del decesso.
Quel che avviene, in genere, quando si immette un sangue non compatibile nell’organismo è l’emolisi, cioè la morte di tutti i globuli rossi. La crisi respiratoria è in effetti una manifestazione dello shock, ma non quella tipica, in genere è la febbre il primo sintomo che poi degenera fino al coma. Il magistrato Giuseppe Ferrando che coordina le indagini ha nominato un anatomo patologo e un altro sarà  scelto dall’ospedale. Nel frattempo la direzione sanitaria delle Molinette, che è l’ospedale più grande del Piemonte, ha avviato le procedure per la sospensione, temporanea e cautelativa, del medico che ha scambiato le sacche di sangue.


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