Trema la terra, a L’Aquila torna la paura

La terra non smette di tremare, ora più che mai torna la paura a L’Aquila e nell’Alta Valle dell’Aterno. La città  si è svuotata per il fine settimana: c’è chi ha deciso di andare via per qualche giorno, chi ha potuto ha trovato rifugio verso il mare o ha raggiunto parenti che vivono lontano dalla provincia.
Si allestiscono tensostrutture e tende nell’Alta Valle dell’Aterno, pronte a ospitare gli abitanti in caso di pericolo. E tanti sono tornati a dormire nelle auto o nelle roulotte. Tra chi ha deciso di trascorrere la notte in casa ci sono quelli che hanno rispolverano le stesse precauzioni prese all’indomani del terremoto che lo scorso 6 aprile ha devastato l’Abruzzo: borsoni e lampade pronti, ai piedi del letto, da portare via se dovesse essere necessario allontanarsi rapidamente.
Le scosse continuano da settimane, e tra la popolazione comincia a prendere forma l’incubo di un nuovo terremoto. Nei luoghi di ritrovo non si parla d’altro, nelle piazze come nei negozi, dove tensione e paura stanno di nuovo mettendo a dura prova la popolazione, già  alle prese con una ricostruzione difficile.
Ieri la terra ha tremato ancora. Due volte: una scossa, poco dopo mezzogiorno, al confine tra L’Aquila e Rieti; un’altra più intensa nel pomeriggio (di magnitudo 2.5) negli stessi comuni interessati dallo sciame sismico e che, due giorni fa, avevano invece subito tre scosse.
L’intensità  resta bassa, in tutto il comprensorio dell’Alto Aterno è scattato l’allarme: la Protezione civile si sta occupando dell’allestimento di tende e tensostrutture per poter affrontare eventuali situazioni di emergenza.
Da venerdì Linea Amica Abruzzo ha potenziato il servizio di contact center mentre, a partire da oggi, su indicazione del Commissario per la ricostruzione sarà  attivato l’ufficio Urp mobile a Montereale e Cagnano Amiterno, un’unità  in strada a disposizione dei cittadini per informazioni in tempo reale sullo sciame. Obiettivo essere vicino alla popolazione, evitare che l’ansia si trasformi in panico.
«Si tratta di una importante iniziativa – ha chiarito il Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi – che in questo modo vuole sostenere, e rassicurare, tutti coloro che stanno vivendo un particolare momento di preoccupazione e sofferenza».
L’organizzazione dei soccorsi si è messa in moto anche in seguito alla nota riservata che alcuni giorni fa l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha inviato alle autorità  locali. Testo in cui si fanno previsioni probabilistiche sulla possibilità  che fino al 7 settembre si verifichino scosse violente nell’area dell’Alta Valle dell’Aterno e dei monti Reatini: in questo periodo ci sarebbe il 2% di probabilità  di un terremoto di magnitudo 4 o superiore e lo 0,1% di un terremoto pari o superiore al 5.5%. «La zona interessata dallo sciame ricade nell’area a maggiore pericolosità  sismica nel nostro paese ed è classificata zona 1», hanno rilevato gli esperti.
Una segnalazione che è stata presa in seria considerazione da sindaci e autorità  locali. Il primo cittadino de L’Aquila, Massimo Cialente, ha disposto la chiusura del centro storico fino a domani, il giorno in cui secondo gli esperti il rischio dovrebbe diminuire.


Related Articles

L’inferno della valle più isolata d’Italia dove si può morire al gelo barricati dentro un Tir

Nel cuore dell’Abruzzo camion abbandonati di traverso, strade impraticabili, telefoni in tilt. E i pochi soccorritori litigano tra di loro

Tecniche di resistenza all’idra delle grande opere

«NO TAV D’ITALIA», UN VOLUME COLLETTIVO PER INTRAMOENIA

ACQUA DELL’AMORE E ALTRE PAROLE DA PORTO ALEGRE

Ho avuto l’opportunità  di partecipare al Gruppo tematico Acqua, uno dei temi al programma del Forum sociale tematico di Porto Alegre (Brasile). Come capita spesso in questi incontri tra persone di continenti e di esperienze di vita differenti, si vivono dei momenti umani e culturali molto belli.

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment