Aggredì un colono, arrestato a 12 anni

GERUSALEMME – C’è una piccola intifada che cova da settimane a Gerusalemme Est, la parte araba della Città  Santa, nel popoloso rione di Silwan, dove 60 mila palestinesi e 300 coloni ebrei si fronteggiano in pochi chilometri quadrati. Una convivenza difficile, fatta di continue tensioni, frizioni, incidenti, sassaiole, arresti e sparatorie. Un mese fa un palestinese è stato ucciso da un vigilante israeliano mentre venerdì scorso due ragazzini sono stati investiti dall’auto del leader dei coloni che abitano nella zona.
Ieri mattina all’alba, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa palestinese Hala.ps, gli agenti della polizia israeliana hanno circondato per oltre un’ora la casa di un ragazzino di 12 anni, Umran Mufid Mansur, poi hanno fatto irruzione sfondando la porta. Mufid è stato sottratto dalle braccia della madre e portato in un luogo segreto dagli agenti in borghese. Mentre ai genitori è stato impedito di salire sull’auto della polizia con lui. Mufid è uno dei due ragazzini investiti venerdì scorso dall’auto di David Beeri, capo di un’organizzazione dell’estrema destra israeliana, mentre lanciava pietre contro la sua auto insieme ad altri giovanissimi. Mufid era stato scaraventato in aria dalla vettura e si era fratturato una gamba. Un altro ragazzino investito insieme a lui era stato accompagnato in ospedale con una scheggia di vetro nel braccio. Le immagini dell’investimento erano state «catturate» da un cameraman di Al Jazeera e trasmesse poi dal network per tutto il giorno scatenando la reazione indignata dei politici palestinesi.
Il colono dopo l’incidente era stato fermato ma subito rilasciato dalla polizia senza nessuna imputazione. David Beeri è direttore di “Elad”, un’organizzazione della destra religiosa che compra immobili per colonizzare Gerusalemme Est, grazie alle donazioni che arrivano dagli Stati Uniti. A Silwan dove opera l’organizzazione, convivono in pochi chilometri quadrati 60 mila palestinesi e una settantina di famiglie ebree, circa 300 persone, ma sparpagliate in 15 diverse zone del rione. Il risultato sono continui incidenti che richiedono la presenza di decine guardie private e telecamere di sicurezza. Il fermo del giovane Mansur è avvenuto dopo che lunedì notte nuovi incidenti erano scoppiati nel quartiere e sono state arrestate cinquanta persone, la maggior parte dei quali ragazzini.
Nel primo pomeriggio di ieri, durante un sopralluogo nella zona, il ministro israeliano per la Sicurezza interna Yitzhak Aharonovic ha confermato che un certo numero di minorenni sono stati fermati, dopo che avevano dato vita a dei disordini. Secondo il ministro il fenomeno dei lanci di pietre a Silwan va stroncato e, se necessario, ci saranno altri fermi ed arresti. L’attenzione di Aharonovic è dovuta anche al fatto che i settlers di Silwan hanno scritto una lettera al suo ministero chiedendo le dimissioni del capo della polizia di Gerusalemme – il generale Aharon Franco – perché incapace di assicurare loro una protezione adeguata. Compito estremamente difficile perché vista la situazione sul terreno il quartiere dovrebbe essere tenuto in perenne stato d’assedio.


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