Cittadinanza, lavoro, permesso di soggiorno: immigrati in piazza

Indetta per il 14 ottobre a Roma la manifestazione promossa dal Comitato nazionale immigrati. Il segretario Galiano: “Immigrati e italiani devono combattere uniti la battaglia per i diritti”. E il 16 il Comitato parteciperà  al corteo della Fiom

Redattore Sociale Sergio Segio • 13/10/2010 • Immigrati & Rifugiati • 193 Viste

ROMA – Permesso di soggiorno per chi ha fatto la richiesta di regolarizzazione durante la sanatoria per badanti e colf del 2009, allungamento del permesso di soggiorno (attualmente di soli sei mesi) per chi ha perso il lavoro a causa della crisi o a seguito di questa non ha più i requisiti per svolgere lavoro autonomo, e regolarizzazione per chi denuncia il lavoro nero: sono questi i tre punti principali per cui i migranti scenderanno in piazza il 14 ottobre.

L’appello arriva dal Comitato Immigrati, nato nel 2002 come coordinamento nazionale tra le comunità  presenti in Italia. “Vogliamo prendere in mano la nostra vita e difendere i nostri diritti. Non possiamo demandare la difesa dei nostri interessi alle associazioni, troppo spesso legate a logiche economiche”, spiega Edgard Galiano, segretario del Comitato, che prosegue: “Tanti elementi devono essere modificati: il diritto di voto, la cittadinanza per i nati in Italia, una legge organica sull’asilo. E poi la percezione degli immigrati come delinquenti, alimentata dalla politica e dai media. Invece noi siamo prima di tutto lavoratori”. Proprio il lavoro è visto come elemento su cui basare le altre lotte: “Nel lavoro noi subiamo una precarietà  maggiore rispetto agli italiani: a livello salariale, ma anche di regolarizzazione e sicurezza. Ma gli italiani non vengono trattati meglio: noi siamo le cavie di modelli economici e lavorativi che poi andranno a colpire anche gli italiani”, afferma Carlos Brito, in Italia dal 1989, infermiere, rappresentante della comunità  peruviana.

E proprio su questo si vuole concentrare l’attenzione: la necessità  di creare un movimento interculturale, che abbracci anche le lotte dei lavoratori italiani. “La manifestazione del 14 viene fatta soprattutto per il permesso di soggiorno, ma ci sarà  un richiamo costante al diritto ad avere un lavoro sicuro, perché solo chi ha un lavoro in regola può avere dei diritti”, spiega Galiano, che annuncia la volontà  di collegarsi anche al corteo della Fiom, previsto per il 16: “Le parole d’ordine della manifestazione del 16, diritti, democrazia, legalità , lavoro, sono le nostre stesse rivendicazioni. Vogliamo che le lotte di immigrati e italiani si uniscano, e reclamiamo il nostro spazio all’interno di esse”, conclude il segretario del Comitato. 

L’unità  tra italiani e immigrati è stata ricercata anche nei momenti di preparazione alla manifestazione del 14: domenica scorsa nel quartiere di Torpignattara la comunità  del Bangladesh ha organizzato un’assemblea a cui ha preso parte il Comitato Immigrati, il Comitato lavoratori immigrati italiani uniti (Cliiu), e l’assessore alle Politiche pubbliche del VI municipio Stefano Veglianti. L’obiettivo era proprio quello di creare sinergia tra i movimenti dei lavoratori immigrati e italiani. “Sono in Italia da 18 anni, i miei figli sono arrivati piccolissimi, non si sentono stranieri, ma lo Stato li tratta come tali. Si scontrano sia con le difficoltà  che ho avuto io come immigrata, sia con quelle legate ora al mondo dei giovani italiani: precarietà  nel lavoro e tagli all’università ”, spiega Miriam Jaramillo, colombiana, del Comitato Immigrati, che conclude: “Un passo indietro nei diritti della parte immigrata della popolazione è l’anticamera del deterioramento generale della società . Noi, italiani e immigrati, dobbiamo unirci per garantire un futuro ai nostri figli”. L’appuntamento è per le 17.00, domani 14 ottobre in Piazza della Repubblica a Roma. Il corteo punterà  a Piazza dell’Esquilino, dove la manifestazione si concluderà  con un sit-in. Il 29 ottobre previsto invece uno “sciopero generale” per i diritti degli immigrati. (Serena Chiodo)

 

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