Dalla Ue apertura a Cuba ma il “blocco comune” resta

LUSSEMBURGO – L’Europa compie un piccolo passo verso il miglioramento delle sue relazioni con Cuba. A pochi giorni dall’assegnazione del Premio Sakharov al dissidente cubano Guillermo Farinas da parte del Parlamento europeo, i ministri degli Esteri riuniti ieri a Lussemburgo hanno dato mandato all’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Catherine Ashton, di «esplorare i modi per progredire» nei rapporti con il regime castrista.
Attualmente le relazioni tra l’Ue e Cuba sono regolate dalla “posizione comune”, adottata nel ‘96, che vincola qualsiasi passo avanti diplomatico al rispetto dei diritti umani e della democrazia sull’isola. Questo, di fatto, impedisce di stabilire accordi commerciali o di cooperazione con l’Avana. Ogni modifica della posizione comune deve essere decisa all’unanimità . Il campione del riavvicinamento a Cuba è la Spagna. Ma non tutti i governi europei sono favorevole ad una normalizzazione delle relazioni. Germania e Svezia insistono su un pieno rispetto dei diritti umani. E alcuni Paesi dell’Est non sembrano disposti a dimenticare il passato filo-sovietico del regime di Castro. La soluzione trovata ieri rappresenta dunque un compromesso. L’Ue rende nota la sua disponibilità  a migliorare i rapporti con l’Avana, ma non rinuncia per ora a mantenere il collegamento con un netto miglioramento del rispetto dei diritti umani. Catherine Ashton ha detto di non avere per ora in programma un viaggio sull’isola. E’ verosimile che la Ue decida di mandare sul posto una delegazione di funzionari che studino con le autorità  cubane i possibili ambiti di un accordo commerciale, mantenendo la pressione per la liberazione dei detenuti politici ancora in carcere. Alla luce dei risultati, i ministri ridiscuteranno della questione a dicembre.


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