Emergenza migranti: agenti di Frontex in aiuto della Grecia

Bruxelles utilizzerà  per la prima volta le unità  di rapido intervento Rabits, agenti che saranno inseriti nelle forze ordinarie greche. 34 mila intercettati dall’inizio dell’anno, la maggior parte provenienti dalla Turchia

Redattore Sociale Sergio Segio • 25/10/2010 • Immigrati & Rifugiati • 120 Viste

BRUXELLES – L’Unione europea andrà  in aiuto della Grecia per tentare di mettere un freno all’ondata di migranti irregolari che attraversano la frontiera terrestre con la Turchia. Lo ha annunciato il commissario agli Affari interni Cecilia Malmstrà¶m: “la situazione è di crescente preoccupazione anche da un punto di vista umanitario, e la Grecia da sola non ha il mezzi per affrontare la situazione”. Bruxelles utilizzerà  le unità  di rapido intervento Rabits (Rapid Border Intervention Teams) per la prima volta dalla loro creazione nel 2007: si tratta di agenti provenienti dalle forze di polizia dei Ventisette e inquadrati sotto l’egida di Frontex, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere. Saranno inseriti nelle forze ordinarie greche e si atterranno alle leggi e regolamenti del posto. Sono autorizzati a portare le loro normali armi di dotazione e a vestire la divisa nazionale accompagnata dall’effige europea e di Frontex, e gli è accordato l’uso della forza in caso di necessità .

Se in passato le forze di Frontex sono state criticate per avere aiutato le autorità  italiane a respingere le imbarcazioni di migranti senza fornire alcun supporto umanitario come previsto dal diritto internazionale, oggi Malmstrà¶m assicura che verrà  fornita assistenza adeguata a tutti coloro che verranno intercettati e che verranno prese in debita considerazione tutte le domande di protezione internazionale che saranno presentate. Secondo Frontex, oltre tre quarti degli oltre 40 mila irregolari intercettati nella prima metà  del 2010 sono passati attraverso la Grecia, in provenienza dalla Turchia. La zona interessata dall’emergenza attuale riguarda la città  greca di Orestiada e quella turca di Edirne. La polizia greca afferma di avere intercettato oltre 34 mila persone nell’area dall’inizio dell’anno, contro le 9 mila del 2009. Tra loro si trovano in prevalenza afgani, pachistani e somali, ma in percentuali crescenti anche nordafricani e migranti provenienti dall’Africa occidentale: ultimamente, questi sembrano  preferire l’entrata in Europa dalla Grecia piuttosto che la via più diretta dalla Spagna.

La Grecia ha ricevuto la scorsa settimana pesanti critiche da parte dell’inviato speciale Onu per la tortura e i trattamenti degradanti, che aveva definito le condizioni di detenzione dei migranti nelle prigioni greche “inumane e degradanti”. Nel 2008, riporta l’Onu, il 50% degli arresti per violazioni della legge sull’immigrazione sono avvenuti in Grecia. Questa percentuale è salita al 90% nel 2010. Il canale tv Euronews riferisce che – sempre in Grecia – un gruppo di 25 richiedenti asilo iraniani ha iniziato uno sciopero della fame per denunciare la lentezza della procedura di asilo, con alcuni di loro che si sono addirittura cuciti la bocca. (mm)

 

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