Fame e malattie uccidono 8 milioni di bimbi

Dieci anni fa il mondo all’unanimità  prometteva: entro il 2015 la mortalità  infantile sarà  ridotta di due terzi; a fine 2010 fame e malattie banali come diarrea o polmonite continuano a uccidere oltre 8 milioni di bambini sotto i cinque anni. A lanciare l’allarme è il nuovo rapporto di Save the Children, pubblicato oggi (6 ottobre) per lanciare la campagna mondiale “Every One” accompagnata dall’sms solidale 45530. Stamani la presentazione al Campidoglio, sede del Comune di Roma. Si comincia con la Giornata del palloncino rosso: Save the children ha tappezzato la Capitale, Milano e altri 9 Comuni con migliaia di palloncini con scritto “Save Me”, che i volontari hanno iniziato a distribuire al risveglio delle città  a tutti i cittadini. Lo slogan di questa pacifica guerrilla è “Non lasciamoli andare”, con riferimento al palloncino che ognuno è invitato a tenere con sé, attaccato al filo, come se tenesse stretto un bambino per non lasciarlo morire.

Tornando alle cifre diffuse dalla onlus, un terzo delle morti infantili ha come concausa la malnutrizione, acuta o cronica. Sono oltre 4 milioni in Africa, 3,7 milioni in Asia e circa 240mila in America Latina e nei Caraibi, i bambini che perdono la loro battaglia per la sopravvivenza ogni anno. Sessantaquattro le nazioni dove si combatte questa guerra e dove si concentra il 95% delle morti infantili del pianeta. I nomi sono i soliti: Ciad, Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Guinea-Bissau, Sierra Leone, Mali, Somalia, Repubblica Centro Africana, Burkina Faso, Burundi, ecco i dieci stati in fondo a questa triste graduatoria. Il 90% delle morti – si legge ancora nel rapporto – è dovuto a poche, prevenibili e curabili malattie: in particolare, polmonite, diarrea e malaria sono responsabili di oltre il 40% dei decessi infantili. Oltre 3,5 milioni le morti alla nascita, in gran parte dei casi per gravi infezioni (sepsi, polmonite, tetano), asfissia o parto prematuro.

“La verità  è che questa piaga può essere sconfitta con semplici soluzioni e medicine ben conosciute e disponibili”, ha detto Valerio Neri, direttore generale di Save the Children per l’Italia, presentando il rapporto. L’obiettivo della onlus è ambizioso: salvare 2,5 milioni bambini entro il 2015. Tuttavia, ha avvertito l’esperto, “se vogliamo vincere la nostra battaglia dobbiamo fare molto di più”. Tra le richieste, quella di rendere gratuiti i servizi alla salute materno-infantile nelle zone più colpite. “Su questo punto – ha concluso Neri – i paesi del G8, Italia compresa, possono e debbono dare il massimo del sostegno finanziario, anche perché l’attuale crisi economica, l’aumento del prezzo del cibo e le devastanti e inaspettate catastrofi naturali come l’alluvione in Pakistan e la carestia in Niger stanno creando ulteriori e pesantissime difficoltà  a nazioni e popolazioni già  fragili”.


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