Forum terzo settore, Babolin (Cnca): “Il rischio è la morte per inedia”

ROMA – E’ in corso in queste ore a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, il dibattito pubblico promosso da Auser, Coordinamento nazionale delle comunità  di accoglienza (Cnca) e Movimento per il volontariato italiano (Movi) per chiedere un “salto di qualità ” del Forum del terzo settore. Un rilancio – che stando al documento stilato dalle tre organizzazioni – si dovrebbe concretizzare in primo luogo in un ampliamento della base di rappresentanza con allargamento alle piccole organizzazioni finora poco rappresentate, in un rafforzamento dei Forum regionali, in una più serrata interlocuzione con la politica e le istituzione e nel passaggio da un’ottica di difesa degli interessi di settore a una riflessione capace di rimettere al centro le grandi questioni che interessano il paese. “Nei giorni scorsi ho ricevuto delle telefonate di persone che hanno brontolato, senza aver letto il documento – ha detto il presidente del Movi, Franco Bagnarol –. Siamo qui a ribadire la valenza assoluta del Forum”. Anche se – ha chiarito il presidente del Movi – “nel tempo la realtà  sociale è cambiata e di conseguenza anche gli organismi di rappresentanza che ci siamo dati hanno bisogno di un cambiamento”.

Ricordando il disimpegno della politica rispetto ai problemi sociali e l’azzeramento delle risorse rispetto “a questi mondi”, il presidente del Cnca, Lucio Babolin, ha voluto porre alcuni “interrogativi forti”: “Cosa aspettiamo a uscire dal pantano nel quale ci siamo infilati?” ha chiesto. Ma anche: “Il Forum del terzo settore che intenzioni ha?” Il “rischio di subalternità ” andrebbe affrontato – secondo il presidente del Cnca – individuando “forti priorità  di contenuto” in cui il Forum “si spenda” con una “forte dialettica sociale da mettere in campo, cercando di rivendicare quel ruolo sussidiario che ci era riconosciuto e che oggi ci è stato negato”. Insomma, ha tirato le somme Babolin, “corriamo il rischio di cadere nella delusione, nella sfiducia e nel risentimento rispetto a una organizzazione in cui da molti anni investiamo molto e rispetto alla quale oggi cominciamo a interrogarci sul senso e significato”. Allora il senso dell’iniziativa è quello di “forzare la mano”, chiedendo al Forum un rilancio “perché il rischio è la morte per inedia”. Un pericolo – ha precisato Babolin – che potrebbe concretizzarsi nella “deriva” in una “assoluta ininfluenza” in cui “esserci o non esserci diventa la stessa cosa”. (vedi lancio successivo)

© Copyright Redattore Sociale


Related Articles

Unions in piazza, Landini sfida il governo “Basta spot, Renzi peggio di Berlusconi”

In migliaia a piazza del Popolo per il lancio di Coalizione sociale “Abbiamo più consensi del premier ogni mezzo per cancellare il jobs act” Nel corteo i pd Bindi, Civati, Fassina

Cosche sempre più «glocal»

Mescolando tradizione e modernità, la ‘ndrangheta è oggi la più forte e impermeabile organizzazione del mondo

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment