Groupama al fianco di Ligresti in Premafin

MILANO – Salvatore Ligresti apre le porte a Groupama, nel tentativo di blindare il suo gruppo e mettere in sicurezza le preziose controllate assicurative. Ieri infatti è stato annunciato un accordo in base al quale il gigante assicurativo francese entrerà  (o meglio “entrerebbe”, perché dal punto di vista formale nulla è stato ancora deliberato) nella Premafin con una quota pari al 17,09% (ma al 17,89% del capitale votante), sottoscrivendo un aumento di capitale da 225,7 milioni complessivi.
I francesi sottoscriveranno tutti i diritti di opzione della famiglia Ligresti (pagandoli 0,14 euro ciascuno); di conseguenza, l’ingegnere scenderà  dal 51,27% al 34,18% (35,78% del capitale votante). Secondo lo schema immaginato, inoltre, anche le quote Premafin in mano alle società  controllate non parteciperanno all’aumento e si diluiranno di conseguenza. Al momento è stato immaginato che i francesi pagheranno 115,7 milioni per le nuove azioni più 30 milioni alla famiglia Ligresti, per i diritti di opzione, pagando quindi un prezzo per azione pari a 1,10 euro. Groupama in ogni caso resterà  sotto il 20%, per non dover consolidare la partecipazione.
Il resto dovrebbe farlo il mercato, anche se ieri non è stato reso noto se ci sarà  o meno un consorzio di garanzia; un passaggio forse utile, in vista di un aumento di capitale a premio nonostante la galoppata del titolo (1,075 euro il prezzo di riferimento) in rialzo dell’8,37% in una seduta e del 27% in un mese. Molto, tanto che la Consob ha acceso un faro sui movimenti dell’azione e più in generale sta seguendo con grande attenzione tutta la vicenda. A partire dalla verifica dei flussi informativi che ci sono stati nei giorni e nelle settimane passate, ad esempio da parte dell’altro francese (e socio di Mediobanca, al pari dei Ligresti e di Groupama) Vincent Bollorè. Resta poi il nodo fondamentale, avanzato già  ieri nell’accordo tra i due gruppi assicurativi: l’esclusione dell’obbligo di Opa, su Premafin e poi a cascata su Fonsai e Milano. Un quesito che probabilmente verrà  formalmente sottoposto alla Consob medesima da Groupama e su cui la Commissione dovrà  pronunciarsi. I francesi hanno fatto presente che l’accordo raggiunto «non ha né come obiettivo, né come effetto, di influire o modificare gli assetti di controllo sulle predette società ».
Si vedrà , nei prossimi giorni. Se tutto filerà  liscio, ci sarà  un consiglio Premafin per varare l’aumento di capitale (ragionevolmente in novembre) con un’operazione che si concluderà  in primavera. Non sarà  necessaria invece un’assemblea dei soci, perché c’è già  una vecchia autorizzazione per realizzare un aumento di capitale.
Sempre negli accordi raggiunti ieri, il gruppo Ligresti si è impegnato a non vendere per due anni le quote di propria pertinenza in Premafin, Fonsai e Milano. Passati i due anni, qualora voglia vendere «dovrà  essere previamente consultata» Groupama. Che, fin da subito, avrà  invece diritto di nominare almeno un membro del cda di Premafin. Per questo sul mercato ieri molti erano pronti a scommettere che la presa di Groupama su Fonsai, anche a livello di management, possa essere ben più forte post aumento di capitale.
Infine, gli obiettivi dichiarati della mossa: reperire le «risorse finanziarie necessarie per il rafforzamento patrimoniale della società  (Premafin) e della controllata Fondiaria». Un passaggio che può far pensare ad un futuro aumento di capitale della stessa Fondiaria, tra qualche tempo.


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