Il Papa: l’amore non è merce di scambio E il Rubygate sconcerta il Vaticano

CITTà€ DEL VATICANO – «L’amore non sia mai ridotto a merce di scambio» ha esortato ieri papa Ratzinger parlando ai 100 mila ragazzi dell’Azione Cattolica in piazza San Pietro. Un monito lanciato Urbi et Orbi, ma che ha suonato anche come un indiretto richiamo per le nuove polemiche esplose in Italia sui comportamenti etici e morali dei politici, a partire dal premier. «Voi giovani – ha detto il Papa – non potete e non dovete adattarvi ad un amore ridotto a merce di scambio, da consumare senza rispetto per sé e per gli altri, incapace di castità  e purezza. Questa non è libertà ». Prima del Papa, il cardinale-presidente Cei Angelo Bagnasco, altrettanto significativamente, aveva ricordato che gli «adulti hanno sempre il dovere di essere d’esempio per i ragazzi sia nei comportamenti che nelle scelte di vita».
In Vaticano, comunque, sul caso Ruby c’è «grande preoccupazione e sconcerto», e nei piani alti della Curia qualche cardinale si è lasciato scappare apprezzamenti poco lusinghieri per «l’ostentato e discutibile stile di vita» del premier, accusandolo di avere «ormai oltrepassato ogni limite» e di non essere più «credibile». Nessun accenno, invece, sull’Osservatore Romano, il quotidiano pontificio, contrariamente ad Avvenire, il giornale della Cei, che ieri – oltre ad una dettagliata cronaca sulla ragazza marocchina – ha pubblicato un critico editoriale nel quale il direttore Marco Tarquinio invita il premier ad essere più “sobrio” per il “rispetto” della carica che ricopre. «Siamo convinti che l’Italia e gli italiani – ha scritto Tarquinio – si aspettino da chi siede al vertice delle istituzioni dello Stato la dimostrazione di sentirsi gravato, oltre che di un indubbio e legittimo potere, di stringenti doveri. Sobrietà  personale e decoroso rispetto di ciò che si rappresenta sono quelli minimi. E riguardano il linguaggio tanto quanto lo stile di vita. Sul «punto nodale» del caso, cioè se Berlusconi abbia operato meno pressioni “indebite” sulla questura di Milano, Tarquinio ricorda che una «risposta esauriente e definitiva» dal ministro degli Interni mercoledì prossimo in Parlamento. Alla Caritas Italiana, intanto, non è piaciuto che la giovane marocchina in una intervista a La7 abbia paragonato Berlusconi alla Caritas. Lo ha rilevato a Tv2000, la televisione della Cei, il responsabile dei rapporti internazionali dell’ente caritativo, Paolo Beccegato, puntualizzando che «la Caritas da sempre aiuta chi vive nel bisogno, non solo le belle ragazze…».


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