Immigrati in piazza, scontri a Brescia. In 9 saliti su una gru: «Non scendiamo»

All’ultimo momento è stato autorizzato un piccolo corteo di circa 300 metri, ma i manifestanti hanno cercato di forzare il cordone di sicurezza ed hanno ingaggiato uno scontro con carabinieri e polizia. Un immigrato è stato arrestato con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Una parte del corteo è defluita per le vie laterali ed è poi confluita in Piazzale Cesare Battisti, dove alcuni immigrati sono penetrati nel cantiere della metropolitana e alcuni si sono arrampicati in cima ad una gru, a circa 25 metri d’altezza, da cui hanno srotolato lo striscione «sanatoria».

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«NON SCENDIAMO» – In cima alla gru, hanno fatto sapere gli interessati, la protesta continuerà , finchè il ministero dell’Interno non aprirà  una trattativa, prestando ascolto alle rivendicazioni di quanti si attendevano di essere regolarizzati con la sanatoria 2009. Chiesti anche la liberazione della persona finita in manette nel pomeriggio e il ripristino del presidio permamente davanti alla Prefettura sgomberato a colpi di ruspa. Secondo la polizia sulla gru ci sono nove persone, dieci o forse undici secondo i promotori della protesta.

MESSAGGIO A BERLUSCONI – Un chiaro anche se non esplicito riferimento al caso Ruby in uno dei cartelli mostrati durante il corteo. «Berlusconi aiutaci, abbiamo bisogno del tuo buon cuore». Quando il manifestante è sceso dalla gru ed è uscito dal cantiere della metropolitana, è stato osannato dagli altri partecipanti all’iniziativa.

«INACCETTABILE» – «Ciò che è successo è inaccettabile ed è purtroppo una occasione persa da parte degli immigrati e di chi li ha organizzati per instaurare un rapporto positivo con la città »: afferma, in una nota, il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, riguardo agli incidenti nella manifestazione organizzata dall’associazione “Diritti per tutti” durante la celebrazione del novantesimo anno di attività  del Corpo degli Alpini. «Brescia voleva festeggiare i 90 anni dei propri alpini e lo ha fatto – sottolinea il primo cittadino -. Pensare di manifestare le proprie idee non rispettando altre celebrazioni preparate da tempo diventa un atto di prepotenza e palesa l’incapacità  di capire la realtà  in cui a parole si desidererebbe vivere e integrarsi»


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