Ior, ricorso sul sequestro “Sbloccate i 23 milioni”

ROMA – «Rafforzare la capacità  degli enti economici per non compromettere la loro credibilità  e quella della Chiesa». Il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, sull’Osservatore Romano, dà  la sua versione sull’inchiesta della Procura di Roma che lo vede indagato, insieme al dg Paolo Cipriani, per violazione della norme anti-riciclaggio. Nel giorno in cui la sua difesa annuncia il ricorso al Tribunale del Riesame per ottenere il dissequestro dei 23 milioni, il banchiere pubblica un editoriale in cui auspica un cambiamento per gli enti economici della Chiesa. «Ciò – scrive – può significare il dovere di adeguarsi a esigenze esterne e globali che richiedono maggiori informazioni e più trasparenza nelle attività  finanziarie. Senza modificare la propria natura giuridica, unica al mondo e necessaria alla propria missione. Ma, anzi, salvaguardando questa natura con il miglioramento delle capacità  operative, in modo esemplare e coerente con il necessario spirito etico che deve distinguere il comportamento generale e tanto più quello delle strutture della Chiesa».
Ieri l’avvocato di Gotti Tedeschi e Cipriani, Vincenzo Scordamaglia, ha annunciato di voler presentare ricorso al Riesame. «Lo stesso giorno in cui c’è stato il sequestro – ha spiegato – noi abbiamo avuto il passaggio di altri 20 milioni da Deutsche Bank alla stessa banca tedesca, somma destinata all’acquisto di titoli di Stato, come nel caso dei 20 milioni da trasferire a J. P. Morgan Frankfurt. Allora o è sbagliata l’una operazione o l’altra. Come mai l’Uif di Bankitalia ha lasciato passare l’operazione tramite Deutsche e non quella tramite il Credito Artigiano?».


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LA VERITà€ SU GENOVA

Lentamente, ma inesorabilmente, sta emergendo, anche a livello giudiziario, la verità  su quelle giornate di «macelleria cilena» nelle quali sono stati massacrati, nel luglio 2001, non solo corpi, ma anche anime, speranze e utopie. Giornate che non si possono, e non si debbono dimenticare, finché, su quanto accaduto in quelle giornate buie per la nostra democrazia, non sarà  fatta verità  e giustizia. Quella verità  che il centrodestra (e purtroppo non solo il centrodestra) ha voluto negare, anche impedendo quella Commissione Parlamentare d’inchiesta che avrebbe potuto accertare le responsabilità , anche politiche, di chi aveva dolosamente gestito l’ordine pubblico contro il movimento e contro chi manifestava per un mondo migliore, senza guerre, senza povertà , senza discriminazioni.

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