La spunta il «principino» Xi

Dopo quattro giorni di clausura, le porte del Plenum del Pcc si sono riaperte e hanno lasciato trapelare alcuni indizi sul futuro della Cina. Gli oltre 300 membri del 17esimo Comitato centrale hanno deciso di promuovere Xi Jinping (già  vice premier) alla vice presidenza della Commissione militare centrale, rendendo così pressoché certo che sarà  lui a succedere a Hu Jintao alla testa dei vertici del Paese nel 2012, anno fatidico di radicale rinnovo della leadership.
Il Partito ha dunque deciso di procedere sul sentiero tracciato da tempo per quanto riguarda il passaggio istituzionalizzato del potere, nella speranza che ciò garantisca la stabilità  necessaria a restare in sella e portare avanti un altro ciclo di ciclopiche riforme economiche, delineate nel prossimo piano quinquennale approvato in questi giorni dal Plenum, che sarà  messo in votazione dal parlamento nel marzo del 2011.
Un segnale chiaro, che mette per ora fine alle congetture suscitate – dopo l’assegnazione del Nobel per la pace al dissidente Liu Xiaobo – dal disgelo che sembra in corso nel panorama politico del paese, tra lettere di accademici ed ex quadri di partito che invocano riforme politiche e un premier, Wen Jiabao, che lancia a tutto il mondo messaggi non dissimili. Ora l’attenzione si appunta sulla figura del futuro leader Xi Jinping, 57 anni, che già  fisicamente, con la sua statura torreggiante e la mole di tutto rispetto, si distacca dalla fisionomia degli attuali leader. La vice presidenza della Commissione militare ne fa il secondo civile – dopo il presidente Hu Jintao – ad avere d’ora in poi voce nell’organismo a 11 membri che comanda uno degli eserciti più grandi del mondo, e oggi anche fra i più moderni. La sua nomina ricalca l’ascesa di Hu Jintao al ruolo di primus inter pares nel cuore del potere. Se non fosse arrivata, sarebbe stato lecito pensare che il meccanismo di trasmissione del potere si stava inceppando, e proprio in una delle successioni più delicate, la prima non decisa da un grande vecchio (fu infatti Deng Xiaoping a tracciare tutta le linea di successione dopo di sé, fino a Hu e Wen).
Xi Jinping ha sempre respirato aria di partito e di potere. Nato nel 1953, è figlio di Xi Zhongxun, uno dei padri fondatori del Pcc, caduto in disgrazia presso Mao dopo essere stato vice premier tra il 1959 e il 1962, e riemerso con Deng. Xi junior appartiene dunque alla potente fazione dei «principini», anche se la maggior parte dei cinesi lo conosce meglio come principe consorte della cantante Peng Liyuan.
Insieme a molti altri giovani della sua età , durante la Rivoluzione culturale fu spedito in campagna. «Ho inghiottito amaro molto più degli altri» ha affermato in un’intervista del 1996, ricordando di essere stato imprigionato quattro volte e di essere stato chiamato «figlio di puttana» e «studente reazionario». Laurea in ingegneria chimica alla elitaria Tsinghua e un dottorato in legge, entra nel Partito nel 1974 e inizia subito il percorso che porta agli alti ranghi. Fino all’85 segretario dell’Hebei, è dirottato verso le ricche province costiere. Prima il Fujian, di cui è governatore fino al 2000, poi dal 2002 lo Zhejiang, come segretario del Pcc.
Ovunque si distingue per la lotta alla corruzione e per la capacità  di richiamare investimenti. Nel 2007 è a Shanghai per prendere il posto del corrotto segretario Chen Liangyu, rimosso dopo l’esplosione di un enorme scandalo. Subito dopo, al 17esimo Congresso del Pcc, Xi Jinping ascende al sancta sanctorum del Comitato permanente del Politburo e l’anno dopo diventa vice presidente. Nel 2008 gli viene assegnato il difficile compito di sovrintendere all’organizzazione delle Olimpiadi e nel 2009 alle celebrazioni del 60esimo anniversario della Repubblica popolare. Prove brillantemente superate. D’altra parte nel Comitato permanente del Politburo, Xi ha già  incarichi di grande rilievo, essendo segretario esecutivo della segreteria del Partito e presidente della Scuola di Partito.
Si dice che Hu Jintao, appartenente all’altra potente fazione in cui si divide l’hardcore del Pcc, quella della Lega della gioventù, avrebbe preferito come suo successore Li Keping, destinato invece a prendere il posto di Wen Jiabao come prossimo premier. Difficile discernere oggi la sostanza politica di queste lotte di fazione, oltre all’obiettivo di rafforzare e allargare la propria influenza senza tuttavia mai rompere gli equilibri esistenti in una leadership che resta collettiva. Che animale politico sarà  dunque Xi Jinping è difficile prevedere.


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