Microcredito e debiti: ondata di suicidi in India

Financial Times. I principali gruppi di microfinanza dell’Andra Pradesh hanno deciso di proporre ai clienti la ristrutturazione: da 51 a 75 settimane. Decisione presa in seguito all’emergenza scoppiata nelle ultime 2 settimane

Redattore Sociale Sergio Segio • 25/10/2010 • Globalizzazione,sviluppo, multinazionali • 141 Viste

NUOVA DELHI – Per allontanare il rischio che sul mercato indiano del microcredito vengano imposte restrizioni in seguito a una trentina di suicidi nell’Andra Pradesh dovuti alla difficoltà  a ripagare il debito, i principali gruppi di microfinanza hanno deciso di proporre ai clienti la ristrutturazione del debito. Lo riporta oggi il Financial Times.
Secondo il piano proposto da 44 compagnie del settore raccolte nel Microfinance Institutions Network, il pagamento del debito verrà  esteso da 51 a 75 settimane, abbassando in questo modo l’ammontare della rata settimanale e senza interessi aggiuntivi. Secondo Alok Prasad, portavoce degli istituti di microcredito, l’operazione costerà  all’industria oltre 23 milioni di dollari in interessi perduti: “non abbiamo mai avuto l’intenzione di rendere i nostri clienti oberati dai debiti, e questo è il nostro modo di dimostrare che stiamo cercando di dare una mano”. Le compagnie hanno anche intenzione di ridurre gradualmente il tasso d’interesse dall’attuale 30% al 24%.

In seguito all’ondata di suicidi delle ultime settimane, le autorità  dello stato indiano dell’Andra PRadesh avevano adottato un’ordinanza di emergenza per restringere il campo d’azione degli istituti di microcredito. SKS Microfinance, Spandana e Share, alcune tra le principali compagnie di microfinanza a scopo di lucro ritengono che tale ordinanza mini gravemente la loro possibilità  di crescita e ne stanno contestando la costituzionalità   in sede giudiziaria.

Il microcredito, precedentemente visto dalle autorità  indiane come uno strumento innovativo di progresso economico,  ha suscitato crescenti perplessità  in tempi più recenti in seguito a un’offerta pubblica per il gruppo SKS Microfinance di oltre 350 milioni di dollari, che ha messo in luce le enormi fortune create da questo settore. Inoltre il microcredito non è più appannaggio di organizzazioni caritatevoli, e sta vedendo il coinvolgimento di grandi istituti finanziari come Citibank. (mm)
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