Niente alloggi popolari: 10 famiglie rom fanno ricorso contro Maroni e Moratti

MILANO – Dopo che il 27 settembre 2010 ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva dichiarato che nessun rom di via Triboniano sarebbe entrato in una casa popolare, hanno aspettato quasi un mese in attesa di capire quale sarebbe stato il loro destino. Ma poi visto che a loro, 10 famiglie residenti in quel campo, un alloggio Aler era stato assegnato con un regolare contratto sottoscritto da Prefettura, comune e Casa della Carità , hanno deciso di far valere i loro diritti. E così oggi gli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri hanno presentato un ricorso al Tribunale di Milano, in cui chiedono al giudice di “accertare e dichiarare il comportamento discriminatorio tenuto” dal ministro Maroni e dal sindaco di Milano Letizia Moratti e di ordinare a comune e Prefettura di adempiere al contratto sottoscritto.

Ministro, Sindaco e Prefetto avrebbero tenuto finora un comportamento discriminatorio perché hanno penalizzato le 10 famiglie solo perché di etnia rom. “Il contratto tra le parti è rimasto inadempiuto esclusivamente in ragione della connotazione etnica dei ricorrenti: -si legge nel ricorso-. Dalle dichiarazioni (del ministro Maroni, ndr) si evince che un qualsiasi altro intervento sociale che avesse avuto il medesimo svolgimento  sarebbe giunto a compimento; ma essendo coinvolti appartenenti alla etnia Rom, ciò non è possibile”. Secondo i legali le 10 famiglie rom sono vittime di discriminazione da parte delle istituzioni.  “E’ agevole concludere che un inadempimento contrattuale così motivato costituisce comportamento discriminatorio nell’accezione più tradizionale e consolidata: i ricorrenti si trovano indubitabilmente in una situazione di svantaggio (veder ignorato un contratto sottoscritto) rispetto a come ‘sarebbe trattata un’altra (persona) in situazione analoga’ (così la definizione dell’art.2 Dlgs 215/03) e ciò sia con riferimento ad altri sottoscrittori di accordi analoghi, sia rispetto alla generalità  dei cittadini nei confronti dei quali la Pubblica amministrazione tiene fede ai patti sottoscritti”.

“Il rispetto della legalità  tanto sbandierato deve partire dal rispetto degli impegni presi -commenta Alberto Guariso-. Queste famiglie rom non chiedono altro che il rispetto dei contratti”. Sul campo di via Triboniano incombe lo sgombero. “Dopo le dichiarazioni del ministro Maroni non si è più mosso nulla -sottolinea Alberto Guariso-. Certo si stanno cercando altri appartementi, ma la soluzione Aler era nel pieno rispetto delle leggi e molto conveniente per la stessa amministrazione comunale”. (dp)

 

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