Rifiuti, la retromarcia di Bertolaso “Congeleremo la seconda discarica”

NAPOLI – Congelata la seconda discarica sul Parco del Vesuvio. È il principale risultato ottenuto ieri dalla protesta dei Comuni, anche se in serata Guido Bertolaso ha chiesto ai suoi uffici romani di chiarire che «non si è mai discusso di escludere Cava Vitiello dai siti indicati e previsti dalla legge». Siamo dunque solo all’accantonamento della questione. Una riunione estenuante quella di ieri, nel corso della quale in Prefettura sono arrivati anche i Vigili del fuoco per un principio di incendio. Riunione protratta fino a notte per tentare di varare un documento comune fra le parti. Lo schema della trattativa prevede da un lato garanzie di messa a norma per la prima cava, quella attualmente in funzione, la sua chiusura, la sua bonifica con i 14 milioni stanziati dal governo. Dall’altro un congelamento della apertura di cava Vitiello.
È questo il punto chiave della trattativa. Durante il vertice era emersa addirittura la possibilità  che Bertolaso si facesse carico di una richiesta in Parlamento per eliminare la discarica. Ipotesi che però avrebbe sconfessato brutalmente la scelta di due giorni fa dei parlamentari campani del Pdl e dello stesso presidente della Regione Stefano Caldoro. A questo nodo si lavorerà  anche nelle prossime ore. Ieri intanto Bertolaso ha dovuto fronteggiare anche l’attacco della Unione europea. «Sono molto preoccupato per quanto succede in Campania, la situazione ci fa pensare che le misure adottate dall’Italia dal 2007 in poi non sono sufficienti», aveva detto il commissario europeo Janez Potocnik ipotizzando sanzioni per il nostro Paese. «L’Unione europea farebbe bene a fare il proprio mestiere – è stata la prima replica di Bertolaso dall’Aquila, dove in mattinata era andato a ricevere un riconoscimento alla Protezione civile per il post-terremoto – Invece dei giudizi dovrebbe dare una mano a trovare alternative». Concetto solo lievemente ammorbidito in un secondo momento: «Con l’Ue abbiamo un rapporto estremamente costruttivo e molto positivo con quelli che sono i veri e reali interlocutori delle commissioni competente».
Ieri sera intanto la tensione ha rischiato di salire pericolosamente anche a Chiaiano, dove una trentina di persone è scesa in strada per bloccare il passaggio dei camion verso la discarica aperta dopo la crisi di due anni fa. A terra, a Napoli, ieri c’erano ancora 4 mila tonnellate di spazzatura e il Comune aveva messo in campo un intervento per prelevarne 1900. E nella notte fra venerdì e ieri, si erano registrati nuovi scontri tra polizia e manifestanti a Terzigno con quattro feriti mentre, a Napoli, erano stati dati simultaneamente alle fiamme cassonetti di rifiuti in diversi punti della città , sia nel centro storico che nel quartiere residenziale del Vomero. Poco prima, sempre nel centro cittadino, era stato incendiato un autocompattatore. Azioni che appaiono almeno a una prima lettura frutto di una regia, probabilmente delle frange estreme di disoccupati organizzati, e non il gesto isolato di qualche cittadino esasperato. Questa analisi, se confermata, renderebbe più concreto il rischio di una saldatura tra diverse anime delle piazza, come già  accaduto a Pianura nel gennaio 2008. Anche per questo il procuratore Giandomenico Lepore ha costituito un nuovo pool di magistrati, coordinato dall’aggiunto Giovanni Melillo, che si occuperà  di tutti i reati legati alla sicurezza pubblica.


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