“Settimana dei bambini del Mediterraneo”: Ostuni chiama Gaza

   Resti del muro israeliano attorno a Gaza – Foto: Gruppofalastin

Ostuni chiama Gaza. Da Piazza della Libertà , sono partiti per la Striscia due plichi indirizzati al ministro della cultura e ad un coro di voci bianche, contenenti gli inviti per la “Settimana dei bambini del Mediterraneo”. È ufficiale. E poco importa che questa offensiva di pace, venga considerata dalle autorità  politico-militari de facto quale proposta inattuabile. Non interessa cioè, se Israele, come da pronostico, sia pronta a ribadire l’inflessibile profilo del triennale embargo umanitario, sabotando il piano e impedendo un lieto fine.

Zeno Leoni - Unimondo.org Sergio Segio • 7/10/2010 • Buone pratiche e Buone notizie • 243 Viste

L’iniziativa di Domenico Tanzarella, avvocato ma soprattutto primo cittadino della città  bianca, infrange un tabù nazionale. Quello di assumere pubbliche decisioni sgradite agli israeliani. Fissando in ogni caso, un paletto di grande onestà  intellettuale, alla faccia di liste nere internazionali e benpensanti contenitori politici nostrani. Quasi a ribadire: se l’idea di ricevere questa delegazione fosse coerentemente in tema col festival, non vedo perché non metterla in pratica. “È così – spiega il sindaco – rispetto al target di questa festa, coinvolgere i bambini di Gaza diventa quanto mai attuale, considerata la stagione di violenza nella quale sono stati trascinati. Significa, da parte nostra, sensibilizzare le coscienze intorno al loro problema”. E quando a Domenico si domanda se non tema di essere troppo controcorrente, rispetto ad un contesto ideologico italiano sordo di fronte a stimoli di questo tipo, lui risponde che “in passato abbiamo già  avuto rappresentanze palestinesi e israeliane e da dodici anni – fin dall’inizio della “Settimana dei bambini” – manteniamo rapporti costanti con quattro o cinque nazioni, tra cui l’Egitto”.

Dunque tutto procederà  come da copione. Infatti “la festa dei bambini del Mediterraneo – prosegue l’inquilino di Palazzo San Francesco – si pone come fine quello di dimostrare che i bambini di nazioni in guerra o con difficili relazioni diplomatiche, possano diventare un forte strumento di riconciliazione fra popoli. I quali, spesso, si credono acerrimi nemici, ma solamente a causa degli errori e della strumentalizzazione di chi li governa”.

Per farla breve, il Mediterraneo “è stata o no la culla della civiltà ? Bene. E allora non deve passare l’immagine di uno scenario di conflitto, bensì quello di una società  in armonia”, tuona Domenico Tanzarella. Se “l’operazione Gaza” dovesse avere successo, il coro di bambini parteciperebbe al festival come tutti gli altri gruppi. Verranno ospitati da famiglie locali, le quali sono già  pronte ad accoglierli e a formare l’asse portante della mediazione nell’ambito della festa. Prenderanno poi parte alle lezioni nelle scuole – “luogo e mezzo per educare alla diversità ” – di Ostuni, insieme a tanti altri giovanissimi pugliesi.

Nel frattempo, prosegue dietro le quinte il prezioso lavoro di Giuseppe “Joe” Fallisi, tenore anarchico milanese di lunga esperienza ma adottato dalla città  bianca, conosciuto di recente per la sua avventura a bordo di una delle imbarcazioni che costituivano la Freedom flottilla. Anche lui, ricorda, si trovava fra coloro che “qualche legnata dall’esercito israeliano se l’erano beccata”. L’idea di invitare una delegazione dalla Striscia è stata del sindaco Tanzarella, “ma è portata avanti grazie all’amicizia tra Fallisi e il ministro”, che ha studiato a Genova e parla perfettamente italiano.

Mancano dunque pochi giorni all’inaugurazione de “La Settimana dei bambini del Mediterraneo”, celebrata principalmente ad Ostuni dal 18 al 23 Ottobre 2010, ma con il coinvolgimento di comuni come Mesagne, San Vito dei Normanni, San Pancrazio Salentino, Cisternino e Oria e del Consiglio comunale dei ragazzi di Ostuni. Quest’anno l’evento sarà  all’insegna della creatività , “fondamentale stimolo all’educare”, mentre i bambini giungeranno principalmente da Albania, Kurdistan iracheno, Burkina Faso. E si uniranno a quelli originari di altri dieci Paesi ma residenti ad Ostuni. Aspettando i loro coetanei da Gaza.

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