Spese militari, 8% in meno entro il 2015

Austerità  in arrivo anche per le forze armate di Sua Maestà . La Defence Spending Review, il piano di tagli al ministero della difesa presentato ieri dal premier britannico David Cameron (nella foto ap) alla Camera dei Comuni, prevede una diminuzione della spesa del dicastero pari all’8%, che si tradurrà  in un forte ridimensionamento di uno fra i dieci eserciti più potenti del mondo. I tagli previsti per il ministero della Difesa sono molto più morbidi rispetto a quelli che toccheranno agli altri dicasteri, per i quali oggi verranno annunciate sforbiciate di oltre il 25% del bilancio. Tuttavia la stretta porterà  a un indebolimento della forza dei militari. L’esercito verrà  ridotto di 7.000 unità , per arrivare a 95.500 nel 2015. Quasi la metà  dei carrarmati non verranno sostituiti. Il personale della Raf verrà  ridotto di 5mila uomini, e perderà  i famosi caccia «Harrier» a decollo verticale, giudicati troppo costosi. La Marina perderà  5mila uomini, e alcune fregate e cacciatorpediniere. E a causa dell’eliminazione degli Harrier si troverà  ad avere, per oltre un decennio, portaerei nuove di zecca ma senza gli aeroplani adatti. Non era mai successo negli ultimi 30 anni. A farla franca nel piano di tagli è stata la sostituzione del deterrente nucleare sottomarino Trident, che stando alcune stime costerebbe da solo 130 miliardi di sterline, oltre il 10% del debito pubblico. La sostituzione verrà  solo rimandata di cinque anni, con un risparmio di centinaia di milioni di sterline per l’erario. Difendendo il piano di tagli dalle critiche, Cameron ha affermato che, nonostante i tagli, l’esercito britannico continuerà  a essere tra i più potenti al mondo, il quarto per budget. «La nostra sicurezza nazionale dipende dalla nostra forza economica e viceversa» ha dichiarato il primo ministro, assicurando che le truppe britanniche che si trovano in Afghanistan non verranno in alcun modo messe in pericolo dai tagli alla spesa.


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