Venditore di giornali di strada: un mestiere che cambia la vita

Sono oltre 200 mila i senza dimora che dal 1994 hanno migliorato la loro esistenza grazie ai 114 giornali di strada presenti in 40 Paesi. Lisa Maclean (Insp): “Ricevono aiuto per trovare casa. Oppure per liberarsi dalle dipendenze”

Redattore Sociale Sergio Segio • 14/10/2010 • Buone pratiche e Buone notizie • 2263 Viste

MILANO – Sono oltre 200 mila le persone che dal 1994 hanno cambiato vita grazie ai 114 giornali di strada presenti in 40 Paesi di 6 continenti aderenti all’International network street paper (Insp). I venditori dei giornali sono di solito senza dimora, immigrati oppure disoccupati. “Spesso vengono progettati per loro anche percorsi di reinserimento sociale – racconta Lisa Maclean, direttrice dell’Insp -. Ricevono un aiuto per trovare casa, oppure per liberarsi dalla dipendenza dall’alcol o dalla droga”. In strada, di fronte a palazzi pubblici, nelle stazioni della metropolitana o ferroviarie, nei giardini pubblici: ogni venditore ha spesso il suo posto “fisso” e col tempo crea una clientela affezionata. “È un vero e proprio lavoro – aggiunge Lisa Maclean -. Ed è molto duro, esposti come sono anche al freddo e alla pioggia”. I dati sono stati resi noti dall’Insp, che ha sede a Glasgow (Regno Unito) per offrire un contributo alle riflessioni in occasione della Giornata mondiale di lotta contro la povertà , che viene celebrata il 17 ottobre.

Il network dei giornali di strada ha creato anche un’agenzia di stampa, Street news service (www.streetnewsservice.org), che pubblica on line il meglio dei giornali di strada. L’agenzia si avvale del lavoro di 75 volontari, che traducono in inglese gli articoli scritti nelle 24 lingue in cui sono stampati i giornali di strada.

In Italia aderisce all’Insp solo Terre di mezzo (www.terre.it), ma vi sono anche altri street paper: Scarp’ de Tenis (Milano), Piazza Grande (Bologna), Fuori Binario (Firenze), Foglio di Via (Foggia) e Shaker (Roma). Il meccanismo di vendita è quasi sempre lo stesso: per ogni copia venduta, il venditore guadagna una parte (di solito la metà ) del prezzo di copertina. (dp)

 

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