Authority per l’energia, allarme di Ortis “Il 15 dicembre scadiamo, rischio paralisi”

ROMA – Ad un mese dalla scadenza del mandato, Alessandro Ortis lancia l’allarme sul rinnovo dei vertici dell’autorità  per l’Energia da lui presieduta e chiede un parere al Consiglio di Stato. La crisi politica rischia infatti di creare un mostro giuridico, una Authority paralizzata, priva di poteri e impossibilitata a tutelare i consumatori a partire dal 16 dicembre, data a partire dalla quale Ortis dovrà  lasciare l’incarico cedendo la poltrona ad un (ancora) ignoto successore. I giudici dovranno sciogliere i dubbi e chiarire, in assenza di rinnovo delle cariche, come dovranno comportarsi gli attuali vertici.
Infatti le commissioni di Camera e Senato che per legge devono scegliere i nomi dei cinque membri dell’organo di garanzia, da sei anni non riescono nemmeno a trovare un accordo sul nome dei tre componenti dell’Autorità  che mancano ancora all’appello: oggi il garante per l’Energia è composto da due soli membri, Ortis e il commissario Tullio Fanelli. Il pericolo di un’impasse, dunque, appare probabile visto lo scontro politico in atto e la totale assenza di decisioni da parte del governo che, tra l’altro, deve ancora risolvere il rebus della presidenza della Consob dopo aver rinviato per cinque mesi la scelta del ministro dello Sviluppo.
Per questo il presidente uscente, che per legge non è rinnovabile per un secondo mandato, ha chiesto il parere al Consiglio di Stato «in merito alle decisioni da assumere il 15 dicembre sera quando scadrà  il nostro settennato». Ortis ha spiegato che «occorre sapere che cosa fare nell’ipotesi, pur non auspicata, che non risultino attivi i nostri successori. Comunque ci atterremo al parere del Consiglio di Stato. In ogni caso – ha concluso – speriamo che questi vengano insediati, per non lasciare in stato di discontinuità  le attività  rilevanti dell’Autorità ». Proprio sul settore del gas Ortis ieri non ha mancato di farsi sentire: «A quasi dieci anni dall’apertura dei mercati, l’operatore dominante controlla ancora gran parte delle disponibilità  nazionali ed è proprietario della massima parte della produzione nazionale; controlla la rete di trasporto e quasi tutte le infrastrutture di approvvigionamento e di stoccaggio. Tutto questo – ha aggiunto – ritarda lo sviluppo della concorrenza».
E proprio sul caso Consob sono intervenuti ieri i rappresentanti degli utenti: «In Italia servono Autorità  più indipendenti e più forti per difendere il mercato e i consumatori» ha detto il presidente di Consumers’Forum, Sergio Veroli, che ha parlato di una «vergognosa assenza del presidente della Consob ormai da cinque mesi». Veroli ha poi ricordato la centralità  del ruolo delle Autorità , aggiungendo che «è urgente che vengano istituite Authority in settori cruciali per i cittadini, come i servizi pubblici essenziali».


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