Cantone (Spi Cgil): “Occorre un Tribunale per i diritti degli anziani”

ROMA – “Dovremmo tornare allo spirito della riforma sanitaria del ’78, e come allora fu istituito il Tribunale per i diritti del malato ora bisognerebbe creare un Tribunale per i diritti degli anziani al fine di rispondere alle tante situazioni di abuso e violenza”. Così il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone,  in conclusione del seminario organizzato dallo stesso Sindacato dei pensionati italiani sul diritto di vivere in sicurezza e libertà  da parte delle persone meno giovani. Nel corso del suo intervento il segretario generale si è anche soffermato su quello che deve essere il ruolo dello Spi per interpretare al meglio le nuove sfide del tempo presente: “Lo Spi deve fare rete e prendere contatti con chi lavora all’interno delle strutture socio-sanitarie e con chi conosce il problemi e opera sul piano della legaltà ”, ha affermato. A questo proposito compito dello Spi è quello di impegnarsi in nuove ”negoziazioni sociali” per interloquire con gli enti locali e “per capire come intervenire sulle strutture che si occupano di anziani, dalle case di riposo ai presidi sul territorio, e per realizzare reti di servizi il cui punto più importante sia la domiciliarità  delle cure”.

Ma compito dello Spi è anche quello di stabilire e rinsaldare “alleanze”: sicuramente con le associazioni del volontariato (“in primo luogo l’Auser, ma non solo”), con “il mondo della cultura” e con “le forze politiche pulite che oggi sono all’opposizione”, ma anche “con il sindacato della Funzione pubblica”. “Oggi – ha spiegato Cantone – c’è bisogno di politiche condivise per mettere insieme i diritti degli utenti e i diritti degli operatori pubblici e privati. In questo momento il taglio del personale e il mancato rinnovo dei contratti mette in ginocchio il servizio, cosa che si ripercuote sull’utenza”. Lo Spi, inoltre, ha da poco avviato insieme al sindacato della Funzione pubblica un’indagine sulla situazione degli anziani all’interno delle case di riposo, i cui primi risultati sono attesi per il prossimo febbraio.

“Il volontariato è molto importante – ha detto ancora Cantone –, ma non può essere sostitutivo di politiche socio sanitarie di cui è responsabile il governo”. “Non puntiamo tutto sul volontariato – ha precisato nel corso del suo intervento –, occorre che questo governo si assuma la responsabilità  di politiche socio-sanitarie degne di un paese civile”. Quattro, infine, le categorie attualemente più esposte e vulnerabili per il segretario generale dello Spi: i giovani senza lavoro, le persone di mezza età  che hanno perso il lavoro, chi ha pensioni troppo basse e chi non è autosufficiente. (ap)

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