Croce Rossa apre alla riduzione del danno. Barra: “Storica presa di posizione”

ROMA – “Le evidenze scientifiche sono così clamorose che la Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha ritenuto di dover rompere il suo tradizionale riserbo invitando le 186 società  nazionali a promuovere nei rispettivi paesi le pratiche di riduzione del danno tra i tossicomani come modo migliore ed efficace di celebrare la giornata mondiale sull’Aids al di là  della retorica e delle frasi fatte abituali in tale occasioni”. Così Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini ma anche vertice del movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa nella sua qualità  di presidente della commissione permanente, commenta la decisione della federazione internazionale.

Nel suo rapporto “Out of harm’s way“ che sarà  presentato domani a Ginevra alla presenza del board, del corpo diplomatico e delle istituzioni delle Nazioni Unite, la federazione afferma che “ l’accesso insufficiente alla prevenzione dell’hiv, al trattamento e al supporto per i consumatori di droga per via endovenosa viola i diritti umani. Negare l’accesso ai servizi di riduzione del danno ai tossicomani contribuisce alla trasmissione dell’hiv”.

”Se la percentuale di tossicomani che contraggono l’hiv” – aggiunge Barra – è scesa in Italia dal 74,6% di tutti i nuovi casi nel 1985 al 7,7% nel 2008, il merito è delle pratiche di riduzione del danno (terapia sostitutiva, unità  di strada, scambio di siringhe, peer education, centri di pronta accoglienza) che Villa Maraini ha introdotto per prima in Italia, quando ancora questa terminologia non era entrata nell’uso comune, nel disinteresse fino al boicottaggio da parte delle competenti autorità ”. “La stigmatizzazione e la discriminazione contro i tossicomani nel nostro paese – conclude Barra – sono malattie infettive che colpiscono anche chi si prende cura di loro”.

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