Crollo a Pompei, Bondi: «Se avessi delle responsabilità  mi dimetterei»

IN PARLAMENTO– «Per quanto mi riguarda, riferirò immediatamente al Parlamento rispetto a quanto ho potuto verificare e conoscere oggi dopo l’incontro avvenuto a Pompei, sulla base di un atteggiamento di serietà  e di responsabilità » afferma il ministro replicando alla richiesta delle opposizioni di recarsi alla Camera per riferire in merito al crollo.
IL CROLLO – Le ragioni del crollo dell’edificio della Schola Armaturarum «sono chiare e derivano da infiltrazioni d’acqua e dal restauro effettuato negli anni ’50 con una copertura di cemento armato, che ha determinato il crollo dell’edificio». Queste le parole del ministro al termine del sopralluogo compiuto con i tecnici ed i funzionari di Ministero e Sovrintendenza archeologica. «Restano intatti, almeno dai primi rilievi – ha aggiunto Bondi – gli affreschi dell’edificio, che potrà  essere restaurato completamente». «Rimane inoltre la necessità  di fare un grande piano di manutenzione del patrimonio di Pompei», ha concluso il ministro che ha lanciato un nuovo allarme: «Negli Scavi archeologici di Pompei potrebbero verificarsi altri crolli, principalmente nelle zone non restaurate».
NON SOLO FONDI, MANCA GESTIONE – «Provo un sentimento di angoscia perché questi crolli, come mi è stato spiegato dai nostri tecnici, potrebbero riguardare anche altre zone archeologiche, soprattutto nella parte che si affaccia nelle aree ancora scoperte e non restaurate – ha detto a Pompei parlando con i giornalisti – C’è un grande lavoro da fare, ne riferirò al presidente del Consiglio, al Parlamento e al capo dello Stato». Bondi ha, però, evidenziato che non esiste solo una carenza di fondi, ma anche una mancanza di capacità  di gestione. «Credo che il problema non sia solo di risorse finanziarie perché, in questi anni, Pompei ha usufruito di incassi abbastanza significativi che ammontano a circa 20-25 milioni di euro l’anno. Il problema – ha aggiunto il ministro – non è solo di risorse economiche, ma c’è bisogno di spendere meglio i fondi e di affiancare ai sovrintendenti, che svolgono il loro ruolo di tutela del patrimonio, nuove figure professionali», ha concluso.
BERSANI – Poi il ministro risponde alle critiche del leader del Pd: «Bersani è completamente disinformato oppure mente sapendo di mentire. Il commissario di Pompei ha fatto esattamente il contrario di quanto affermato dal segretario del Pd». «Le somme impiegate a favore della messa in sicurezza di Pompei, dal 1 luglio 2008 al 31 luglio 2010, ammontano all’83% del totale, mentre quelle per la valorizzazione equivalgono al 7%. I risultati di questo lavoro -conclude Bondi- Bersani li potrà  verificare, se lo vorrà , visitando Pompei e raffrontando ciò che è stato realizzato in due anni rispetto alla situazione precedente. Situazione precedente che non imputo né a Rutelli né a Veltroni e a nessun altro perché io sono una persona seria».
 


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