Hanno ammazzato altri tre profughi eritrei. Nel Sinai l’incubo di un popolo in fuga

ROMA – Ne hanno ammazzati altri tre. Dunque adesso sono sei i profughui eritrei uccisi dai trafficanti che da oltre un mese tengono in ostaggio 80 rifugiati  in fuga verso  Israele e che  avevano già  pagato 2.000 dollari a testa per il viaggio. Una cifra che poi i trasportatori aguzzini avevano rilanciato a 8.000 appena il camion, zeppo di persone in fuga, sfiancate dalla stanchezza, dalla fame e dalla sete, s’è fermato nel deserto del Sinai egiziano, quasi al confine con lo stato ebraico. Qui i mercanti di uomini hanno detto: “Fino a quando non pagate altri 8 mila dollari resterete qui, in mezzo al deserto”.

Presi a bastonate. Così, mentre le Istituzioni umanitarie dell’ONU e dell’Unione Europea chiedono al governo egiziano di mettere in atto le misure opportune per combattere la tratta dei migranti in fuga da guerre e persecuzioni, l’Agenzia Habeshia ha ricevuto la drammatica notizia dell’uccisione di altri tre ostaggi che, a quanto pare, avevano tentato di fuggire in un gruppo di dodici persone, ma subito dopo catturati,
torturati e pestati a bastonate.

L’appello di EveryOne – “Gli accordi con il dittatore Gheddafi, la trasformazione del’Europa in una fortezza, le continue violazioni della Convenzione di Ginevra hanno prodotto questa nuova tragedia, in cui i migranti si sono trasformati nei nuovi Ebrei e un nuovo genocidio viene celebrato nell’orrore, nel sangue e nel silenzio,” affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne, in un appello urgente rivolto alle Istituzioni internazionali. “L’Europa si sta abituando a parole come deportazione, reato di clandestinità , internamento”, hanno detto ancora i dirigenti di Every-One – ” le forze dell’ordine si trasformano in carnefici, i politici si affermano predicando xenofobia, i media addormentano le coscienze. Rinnoviamo l’appello: non consentiamo agli assassini di continuare i loro crimini e salviamo i 74 eritrei superstiti. Ma soprattutto, iniziamo a rispettare la Convenzione di Ginevra, senza la quale siamo tutti complici delle terribili violazioni dei diritti dei profughi”


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