Laica e aperta. Una scuola di Gaza premiata a Roma

È insolito che un’importante istituzione nazionale italiana dia un riconoscimento a una’istituzione palestinese, per di più di Gaza, visto l’atteggiamento sbilanciato a favore di Israele tenuto da tempo dalla politica estera italiana.

Giorgio Forti - Il Manifesto Editore • 11/11/2010 • Buone pratiche e Buone notizie • 220 Viste

Lo ha fatto l’Accademia Nazionale dei Lincei, che ha assegnato il premio «Antonio Feltrinelli» per «un’impresa eccezionale di alto valore morale e umanitario» per 2009 a una scuola di Gaza, il Remedial Educational Center (Rec): il direttore di questa scuola, Husam Hamdouna, riceverà  il riconoscimento domani nella sede dell’Accademia, a Roma, alla presenza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Il premio (250mila euro), finanziato dalla Fondazione Feltrinelli, è attribuito da una commissione eletta dall’Accademia stessa.
Il Rec è nato per fornire istruzione e assistenza a bambini e scolari, dalla scuola materna alla fine della scuola media, selezionati privilegiando l’istruzione dei più diseredati. Questa scuola non comune è diventata nel corso degli anni anche un punto di riferimento per la formazione di educatori e insegnanti della Striscia di Gaza. Grazie a criteri educativi scientifici e alla grande professionalità  e dedizione del suo direttore e di tutto il personale, ha potuto svilupparsi adattando i principi alle condizioni reali del difficilissimo ambiente di Gaza, assediata e isolata dal mondo. Per il Rec infatti non basta che tutti i bambini siano iscritti a una scuola: «Riteniamo che “diritto all’istruzione” significhi fornire un’istruzione di alta qualità  che soddisfi le esigenze educative di tutti i bambini, senza discriminazioni e senza distinzione di razza, religione, sesso e status socioeconomico. Questo richiede di tener conto dei diversi livelli e delle diverse capacità  dei bambini, in modo da fornire un’educazione all’interno della scuola che sia ambiente naturale per la crescita dei bambini e il loro sviluppo», scrive Hamdouna. Significa ad esempio rivolgersi alle famiglie, spesso le più sfavorite di Gaza, con dialogo e supporti edicativi. Significa poi un continuo aggiornamento di metodi e invenzione di attività  a favore dei bambini, per favorire «la costruzione di una personalità  completa e capace di autostima e accettazione degli altri, per la costituzione di una società  civile democratica».
Leggendo i resoconti dell’attività  del Rec, e parlando con questo singolare direttore di una scuola di Gaza, tornano alla mente vecchie parole scritte e messe in pratica da Don Milani nella scuola di Barbiana, e oggi cancellate dalla pochezza di mente e aridità  di cuore di chi governa il nostro paese all’esclusivo servizio del mercato.

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