Rapporto Unicef: “Una generazione libera è possibile”

In generale i bambini hanno beneficiato enormemente degli importanti progressi compiuti nella lotta all’AIDS, ma ancora ci sono milioni di donne e bambini che sono rimasti esclusi da questi benefici a causa delle ineguaglianze dovute alle differenze di genere, alla condizione economica, alla dislocazione geografica, ai livelli di istruzione e allo status sociale. Il superamento di queste barriere e’ cruciale per raggiungere l’accesso universale alla conoscenza, cure, protezione e prevenzione della trasmissione da madre a figlio (Pmtct) dell’Hiv per tutte le donne e i bambini.

“Per ottenere l’obiettivo di una generazione libera dall’Aids dobbiamo fare di piu’ per raggiungere le comunita’ piu’ colpite. Ogni giorno, circa 1.000 bambini in Africa sub-sahariana contraggono l’Hiv attraverso la trasmissione da madre a figlio” afferma Anthony Lake Direttore generale dell’Unicef. “Il nostro quinto rapporto di aggiornamento sui bambini e l’Aids evidenzia gli interventi innovativi, quali il mother baby pack, che possono portare farmaci antiretrovirali salvavita a un numero maggiore di madri e bambini come mai prima”, afferma Lake.

L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) all’inizio di questo anno ha aggiornato le proprie linee guida , per assicurare servizi di qualita’ per la prevenzione da madre a figlio dell’Hiv per le donne incinte sieropositive e i loro bambini. Nei paesi a basso e medio reddito, il 53% delle donne in gravidanza sieropositive ha ricevuto farmaci antiretrovirali per prevenire la trasmissione da madre a figlio dell’Hiv nel 2009 rispetto al 45% nel 2008. Uno dei progressi piu’ significativi si e’ ottenuto in Africa orientale e meridionale, dove tale percentuale e’ salita di 10 punti dal 58% del 2008 al 68% del 2009. “Ci sono prove importanti che dimostrano che l’eliminazione della trasmissione da madre a figlio dell’Hiv e’ possibile” ha affermato Margaret Chan, direttore generale dell’Oms. “Raggiungere questo obiettivo richiede prima di tutto una migliore prevenzione tra le donne e le madri”.

L’Aids e’ ancora una delle maggiori cause di mortalita’ tra le donne in eta’ riproduttiva a livello globale e una delle maggiori cause di mortalita’ materna nei paesi dove l’epidemia e’ generalizzata. In Africa Sub-sahariana il 9% della mortalita’ materna e’ riconducibile all’Hiv e Aids.

“Ogni anno circa 370.000 bambini nascono con l’Hiv. Ognuna di queste infezioni si puo’ prevenire” afferma Michel Sidibe’, Direttore generale di Unaids. “Dobbiamo fermare le morti delle madri e i contagi dei bambini. Ecco perche’ ho posto l’obiettivo dell’eliminazione virtuale della trasmissione da madre a figlio dell’Hiv entro il 2015”.

L’Oms ha pubblicato anche nuove linee guida per il trattamento con antiretrovirali di neonati e bambini, aprendo la strada a molti piu’ bambini sieropositivi per accedere tempestivamente alle cure antiretrovirali. Nei paesi a basso e medio reddito, il numero dei bambini sotto i 15 anni che ricevevano i trattamenti e’ salito da 275.300 nel 2008 a 356.400 nel 2009. questo significa che il 20% del 1,27 milioni di bambini che ne hanno bisogno sta ricevendo i farmaci antiretrovirali.

I neonati sono particolarmente vulnerabili agli effetti dell’Hiv per questo si e’ resa urgente una campagna globale per la diagnosi tempestiva tra i neonati. La disponibilita’ dei servizi per la diagnosi tempestiva e’ cresciuta significativamente in molti paesi, mentre a livello globale rimane ancora bassa (circa il 6% nel 2009). Senza le cure circa la meta’ dei bambini sieropositivi muore prima del secondo anno di eta’. In molte parti del mondo i nuovi contagi da Hiv stanno diminuendo o stabilizzandosi. Nel 2001 circa 5, 7 milioni di giovani di eta’ compresa tra i 15 e i 24 anni erano sieropositivi. Nel 2009 il numero si e’ ridotto a 5 milioni. Tuttavia in nove paesi, tutti in Africa meridionale, circa 1 su 20 giovani e’ sieropositivo.

Le giovani donne ancora portano sulle proprie spalle il peso maggiore dei contagi e in molti paesi le donne corrono il rischio di contagio piu’ alto prima dei 25 anni. A livello mondiale oltre il 60% di tutti i giovani sieropositivi sono donne. In Africa Sub-sahariana tale percentuale raggiunge il 70%.

(DIRE)

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