Berlusconi-Fini, duello continuo “Vai a sinistra”. “Perdi i pezzi”

ROMA – Berlusconi certo di farcela. Fini convinto che la stagione del Cavaliere sia ormai finita. Il premier nemico giurato del terzo polo. Il presidente della Camera sicuro che chi ne ha sottoscritto la nascita è un deluso dai metodi autoritari del capo del governo. La “guerra” Berlusconi-Fini continua, durissima, e il primo parla come se già  fosse in campagna elettorale. Ieri, meno dieci giorni dal voto di fiducia del 14 dicembre, il capo del Pdl ha definito «irresponsabili» e «amici della sinistra» quelli che cavalcano la crisi. Il leader di Futuro e libertà  gli ha risposto che non sono «né servi né traditori» quelli che hanno sottoscritto la mozione di sfiducia. Lui non vede «un complotto della sinistra, dei comunisti, ma un atto di uomini e donne responsabili che negli ultimi 15 anni hanno collaborato con Berlusconi». Nuovo governo dunque? Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ne stronca le motivazioni: «Sarebbe solo il governo del ribaltone». Quello della Difesa Ignazio La Russa parla di «un’ammucchiata» e nega che un esecutivo a guida Gianni Letta, sponsorizzato da Casini, sia all’ordine del giorno.
Berlusconi, reduce dal lungo tour estero (nell’ordine Libia, Kazakistan, Russia), si collega per telefono con la convention del Pid a Napoli, i “Popolari per l’Italia di domani” del transfuga centrista Saverio Romano. Replica i leit motiv già  espressi a Soci: «irresponsabile» far cadere il governo adesso, lui «deciso ad andare avanti», convinto «di avere la maggioranza per il 14 dicembre». Gli italiani, ripete, «sono con me». Disegna scenari foschi sul piano economico perché l’Italia «è dentro una crisi e le agenzie di rating hanno confermato per ora le tre A solo per la rigorosa politica del governo». Come dice Osvaldo Napoli chi «lavora o spera nella crisi è oggettivamente il cavallo di Troia della speculazione internazionale». Il Cavaliere attacca ancora il terzo polo che «cerca di cambiare la legge elettorale per innalzare al 45% il tetto dei consensi per il premio di maggioranza e fare poi un governo con la sinistra». Solo «per accontentare le ambizioni personali dei leader delle tre piccole formazioni che lo compongono». Fini, Casini, Rutelli. Con conseguenze, a suo dire, fosche come «tenere le frontiere spalancate per far entrare gli extracomunitari e rimettere l’Ici sulle prime case introducendo l’imposta patrimoniale». Lui, fedele al suo programma, rilancia la riforma della giustizia e delle intercettazioni.
Nelle file futuriste ironizzano sul Cavaliere. Dice Carmelo Briguglio: «Berlusconi ha un nemico invincibile che si chiama Berlusconi». Benedetto Della Vedova ritiene che «voglia buttare tutto in “caciara”». Fini, dopo aver parlato a lungo di politica estera con il politologo Usa Edward Luttwak all’università  di Chieti, incontra a Lanciano i militanti di Fli e stronca il premier. Una bocciatura a tutto tondo, sul piano personale e politico. «Berlusconi non si chiede mai perché perde i pezzi: accade perché per lui governare vuol dire comandare». Invece «non ci sono traditori tra quelli che lo criticano, così come non ci sono servi tra chi gli dà  ragione qualunque cosa dica». Ma il fatto certo è che la mozione di sfiducia «non è un complotto dei comunisti». Fini ormai guarda al dopo Berlusconi: «Non mi interessa chi presiederà  il governo, ma cosa vuol fare, perché ormai non si può più perdere tempo». E non si può reggere una situazione in cui «per due raffreddori o per un deputato che cade dalle scale» il governo va sotto. Né, per certo, si possono illudere gli italiani: «Se qualcuno pensa che da qui alla fine della legislatura si riescano a ridurre le tasse evidentemente crede a Babbo Natale». Basta con le false promesse, come quella di dire agli aquilani del post terremoto che tutto si poteva fare subito, mentre «con un approccio umile bastava dire la verità , che per ricostruire la città  ci vorranno 10 o 15 anni».


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Il movimento Cinque Stelle di Grillo è un movimento “tecnicamente” rivoluzionario. Tecnicamente vuol dire che, indipendentemente dai contenuti e, forse, anche al di là  delle intenzioni dei suoi animatori, ha come sua finalità  la sovversione del sistema. Ne consegue che, come accade ad ogni movimento rivoluzionario in una fase rivoluzionaria, il suo principale obiettivo è la distruzione della forza politica che, all’interno del sistema, rappresenta il polo riformista. Non c’è dunque nessuna speranza per il partito democratico di poter trovare un punto d’accordo con i grillini.

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