Guatemala in lutto. Di nuovo

Emilia lavorava per il Cedfog -Centro di Studi e Documentazione della Frontiera Occidentale del Guatemala- ed era una donna, come scrivono gli ex colleghi della Fundacià³n Myrna Mack, “allegra, umana, amica, semplice, trasparente, libera, intelligente, coraggiosa, testarda; sociologa fortemente impegnata nel proprio lavoro di carattere sociale, dedita principalmente alla ricerca sui fenomeni che toccano profondamente la popolazione guatemalteca”.

In un comunicato, il Sistema delle Nazioni Unite in Guatemala ha dichiarato “il proprio rammarico per tali fatti” e ha espresso “la propria preoccupazione per il legame che questi possono avere con il lavoro che realizza Cedfog, associazione no profit di Huehuetenango che promuove i diritti umani attraverso la realizzazione di ricerche sociali, culturali, politiche ed economiche”.
Nello stesso comunicato, si richiamano le autorità  competenti affinché “agiscano attraverso indagini rapide, esaustive ed efficaci al fine di identificare, giudicare e sanzionare i responsabili di tali fatti”. Qualche riga più avanti si esorta “lo Stato ad assumere le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale del Cedfog”.

Molte altre organizzazioni, tra cui lo stesso Cedfog, la Fundacià³n Myrna Mack, Colectivo Madre Selva, le organizzazioni integranti “Convergencia por los Derechos Humanos” e il Fongi -rete di ong internazionali presenti in Guatemala– si sono unite alla denuncia e alla richiesta di giustizia per questo omicidio, invitando le autorità  competenti a “garantire l’effettiva indagine criminale dei fatti non scartando nessuna delle possibili ipotesi del delitto, e garantire la sicurezza delle organizzazioni sociali e dei diritti umani che realizzano il proprio lavoro a beneficio dello sviluppo, la sicurezza e la giustizia”.

Le aggressioni registrate nel 2010 contro i difensori dei diritti umani in Guatemala (Udefegua), più della metà  commesse contro donne, erano 250 a ottobre. Il caso di Emilia è il settimo omicidio, e il probabile settimo caso di impunità¡ assoluta: “Emilia, si legge nel messaggio della Fundacià³n Myrna Mack, è una vittima in più dell’insicurezza cittadina, la violenza, l’impunità¡ e il deterioramento sociale che sta vivendo il nostro Paese. Situazione che, malgrado semini il lutto tra decine di famiglie guatemalteche ogni giorno, le autorità¡ non stanno assumendo con la necessaria responsabilità¡ venendo meno alla garanzia del diritto alla vita”. Il Guatemala è, come si legge nelle parole del Relatore Speciale per le Nazioni Unite Philip Alstone, “un buon Paese per commettere omicidi”.


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