Natale di sangue in Nigeria gli islamici fanno strage di cristiani

CITTà€ DEL VATICANO – L’appello natalizio del Papa alla pace e alla fine delle «violenze assurde» cade inascoltato in Nigeria, dove da tre giorni la tensione fra cristiani e musulmani è riesplosa dopo un periodo di relativa calma. Negli ultimi giorni ci sono stati decine i morti e due chiese sono finite nel mirino degli estremisti islamici.
Il Paese africano ha conosciuto un Natale di sangue già  dalla vigilia, quando alcune esplosioni a Jos, nello stato centrale di Plateau, hanno ucciso almeno 32 persone. Durante la messa di Natale altre 6 persone sono morte in attacchi compiuti, forse da estremisti islamici, contro due chiese a Maiduguri, nel nord-est. Uno dei due luoghi sacri è stato dato alle fiamme: tra le vittime, un sacerdote.
Gli scontri sono poi continuati ieri, fra gruppi armati di cristiani e musulmani. La polizia parla di un solo morto, ma il bilancio non è certo: testimoni raccontano di aver visto edifici dati alle fiamme e decine di feriti coperti di sangue trasportati negli ospedali. La Croce Rossa internazionale ha fatto sapere infatti di non essere in grado di indicare il numero preciso delle vittime nella cosiddetta “Middle Belt”, la cintura mediana del Paese già  teatro di violenze interreligiose e interetniche fra cristiani del sud e musulmani del nord. Gli attacchi portati invece contro le chiese nel Maiduguri, a quanto riferisce la polizia locale, sono opera del gruppo islamico Boko Haram, già  protagonista di atti di violenza religiosa.
Una situazione preoccupante in vista delle imminenti primarie (il 13 gennaio) del partito al potere, (partito democratico del popolo) guidato dal presidente Goodluck Jonathan in vista delle elezioni presidenziali. Il patto vuole che all’interno del movimento la leadership ruoti ogni due mandati fra i musulmani del nord e i cristiani del sud: Jonathan è un uomo del sud cristiano, arrivato quest’anno al potere dopo la morte – durante il primo mandato – del presidente Umaru Yar’Adua, uomo del nord. Ora alcune fazioni del nord all’interno del partito contestano il diritto di Jonathan a ripresentarsi e hanno candidato un loro esponente.
La Farnesina ha condannato le violenze e convocato l’ambasciatore nigeriano a Roma per chiarimenti.
Proprio sulla violenza Benedetto XVI aveva concentrato il suo messaggio post-natalizio. Già  in occasione della benedizione Urbi et Orbi, il giorno 25, il Pontefice aveva speso parole preoccupate per i cristiani discriminati e attaccati in Iraq, in Medio Oriente e in altre zone. E nei giorni precedenti aveva definito i cristiani come il gruppo religioso più perseguitato del mondo. All’Angelus domenicale il Papa ha quindi ricordato le vittime: «In questo tempo del Santo Natale – ha detto – il desiderio e l’invocazione del dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il nostro mondo continua a essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo». Poi ha citato espressamente la Nigeria. «Ho appreso con grande tristezza l’attentato in una chiesa cattolica nelle Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno di Natale, come pure l’attacco a chiese cristiane in Nigeria. La terra si è macchiata ancora di sangue in altre parti del mondo come in Pakistan. Desidero esprimere il mio sentito cordoglio per le vittime di queste assurde violenze, e ripeto ancora una volta l’appello ad abbandonare la via dell’odio per trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità ».

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“L’Europa vincoli gli aiuti alla tutela delle minoranze”   
Per proteggere le chiese le autorità  dovrebbero schierare l’esercito 
ALESSANDRA BADUEL


ROMA – «In Nigeria dovrebbero schierare l’ottimo esercito che hanno a protezione delle chiese, mentre l’Unione europea, lì come altrove, dovrebbe vincolare gli aiuti economici alla tutela delle minoranze religiose ed etniche». Mario Mauro, presidente dei deputati Pdl al Parlamento europeo, come rappresentante dell’Osce contro razzismo, xenofobia e discriminazioni, in particolare anticristiane, conosce ogni luogo e dettaglio delle persecuzioni. Da Gerusalemme, dove è in visita di solidarietà  con i cristiani del Medio Oriente insieme al vicepresidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella del Pd, esprime il pensiero di entrambi: «Se gli attacchi continueranno nell’indifferenza delle autorità  nigeriane, la Ue deve sospendere l’accordo di sviluppo economico di Cotonou».
Onorevole, gli attacchi ai cristiani hanno un segno particolare, rispetto a quelli contro altre minoranze?
«Si, perché nel mondo i cristiani sono l’Occidente: colpirli è mandare un messaggio all’Occidente. Negli ultimi cinque anni, le persone uccise per odio religioso sono quasi sempre cristiane: tre su quattro, secondo un recente studio Ocse. La cosa incredibile è che meno hanno potere e più sono attaccati. Sono pedine in mano ai fondamentalisti».
È quello che sta accadendo anche in Nigeria?
«In Terra Santa in questi giorni ci sono molti pellegrini nigeriani. Il loro timore è che si possa arrivare alla sharia imposta ai non islamici. In Nigeria i fondamentalisti stanno usando questi attacchi nella lotta per il potere in corso con i musulmani moderati. E lì, come in India, Pakistan, Iraq, Iran, Cina, rapporti economici e aiuti vanno vincolati alle garanzie di tutela delle minoranze, religiose ed etniche».


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