Niente italiano, Berlusconi perde 23 a 4

Costi al momento dieci volte superiori a quelli sostenuti negli Usa.
Ieri 23 paesi su 27 hanno deciso che va bene il sistema proposto dalla Commissione Ue, quello di un regime trilingue – inglese, francese e tedesco – che inevitabilmente mette in una posizione subalterna Italia e Spagna, gli altri due «grandi» che vedono i loro idiomi sconfitti e le loro imprese perdere, indirettamente, competitività  con quelle di Londra, Parigi e Berlino. Se non cambiano le cose, il brevetto europeo sarà  nella lingua di Shakespeare, Goethe e Hugo, mentre gli imprenditori italiani e spagnoli saranno obbligati ad accontentarsi di una traduzione elettronica a proprio carico. Uno smacco, tanto che mercoledì Zapatero e Berlusconi erano scesi in campo con una lettera agli altri soci comunitari per ribadire le proprie ragioni e chiedere rispetto. Non l’hanno ricevuto.
Solo Repubblica ceca e Cipro hanno espresso qualche perplessità  sull’idea di imbracciare già  da subito la cooperazione rafforzata, che, secondo i Trattati, dovrebbe essere in realtà  l’extrema ratio, a cui ricorrere quando tutte le altre vie per procedere, tutti i 27 assieme, sono state esaurite. «E’ una forzatura politica, una fuga in avanti», si è lamentato ieri il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica, che prende il testimone del dossier dal dimissionario finiano Andrea Ronchi. «La proposta è una discriminazione e divide la Ue», l’eco del segretario di Stato spagnolo per l’Europa Diego Lopez Garrido.
Parole al vento. Il Commissario al mercato interno, il francese Michel Barnier, dopo aver raccolto un’adesione amplissima alla cooperazione rafforzata, ha deciso di andare avanti a tappe forzate. Già  martedì 14 dicembre presenterà  il quadro legale per lanciare questo strumento e non solo, Barnier spera di chiudere il dossier brindando al brevetto europeo entro il Natale dell’anno prossimo: «E’ da più di 10 anni che non avanziamo su questo tema».
All’Italia ed alla Spagna non resta che la via dell’ostruzionismo e del negoziato. Non una partita facile, mentre sul brevetto pende ancora una sentenza della corte di Lussemburgo e il nulla osta del Parlamento Ue.


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