No di Chà¡vez al nuovo ambasciatore Palmer Washington insiste…

Naturalmente la palla è stata presa al balzo dal dipartimento di stato Usa e lunedì il portavoce Philip Crowley ha ricordato che gli Stati uniti insisteranno nella nomina di Palmer, nel caso ottengo il placet del senato, e che il rifiuto da parte venezuelana «ovviamente avrà  conseguenze sulle nostre relazioni con il Venezuela». Braccio di ferro. Muro contro muro. Facile immaginare quali saranno i rapporti reciproci se e quando Larry Palmer dovesse arrivare a Caracas.
Un altro passo di quella strategia che in termini blandi si può definire di contenimento e in termini bruti di strangolamento del Venezuela chavista da parte degli Usa in America latina e oltre.
Se continua così il rapporto «diplomatico» Washington-Caracas assomiglierà  sempre di più a quelli storicamente provocatori Washington-Avana (dove Bush mandava gente come James Cason con il preciso incarico di seminare zizzania, poi spedito nel Paraguay del «vescovo rosso» Fernando Lugo) o Washington-La Paz (dove nel 2008 Morales cacciò vià  l’ambasciatore Philip Goldberg che si sentiva ancora, come ai vecchi tempi prima di Evo, «il vicerè»).
Con Palmer la storia è cominciata in agosto quando, come ambasciatore in pectore in Venezuela, mandò una risposta scritta al senato in cui diceva che il morale fra i militari venezuelani è basso (morale basso, speranze di golpe…) e esprimeva i timori che i ribelli colombiani delle Farc potessero trovare rifugio e accoglienza in territorio venezuelano. Due nervi scoperti nel Venezuela chavista, risposte che in Venezuela non presero bene. Domenica nello show televisivo Alà³ presidente, Chà¡vez ha accusato Palmer di «aver mancato di rispetto al Venezuela, ai suoi militari, al governo e alla coastituzione venezuelana»: come «potrebbe essere ambasciatore uno così? Si è squalificato da solo». In ogni caso lo ha squalificato lui.
I rapporti politici Usa-Venezuela da quando c’è Chà¡vez, 1998, sono difficili e quelli diplomatici sono stati spesso molto burrascosi. Il ruolo dell’ambasciatore nord-americano nel golpe anti-chavista del 2002, nella serrata padronal-sindacale della fine di quell’anno, nell’appoggio (non solo morale ma anche finanziario) all’opposizione anti-chavista hanno lasciato il segno. E i rappresentanti di Washington non hanno mai fatto nulla per abbassare i toni, consapevoli di trovare un Chà¡vez sempre pronto a rilanciare. Il predecessore dell’ambasciatore Duddy, William Brownfield (poi spedito nella Colombia di Uribe), era solito andare all’improvviso nei barrios di Caracas roccaforti chaviste per distribuire palle da baseball ai bambini ed… essere costretto a fuggire precipitosamente inseguito dai pomodori e sassi delle folle chaviste. Salvo poi lamentare l’inspiegabile aggressione. Vedremo adesso cosa accadrà  con Larry Palmer.


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