Nuovo tonfo delle vendite Fiat Mirafiori, dieci giorni per l’accordo

TORINO – Nuovo crollo del mercato dell’auto in Italia. A novembre il calo è stato del 21,1 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. E ancora una volta i marchi del gruppo Fiat perdono più del mercato con il meno 26 per cento rispetto al novembre 2009. Unica consolazione per il Lingotto il fatto che a ottobre il calo sullo stesso mese dello scorso anno era stato del 28 per cento per cui si può parlare di un piccolo segnale di risalita. Dovuto, secondo fonti torinesi, al successo della Punto Mylife.
Ma è evidente che Torino sta pagando gli effetti della crisi molto più duramente dei suoi concorrenti stranieri. Tra i tre principali l’unico marchio in controtendenza è l’Alfa Romeo grazie al successo della Giulietta ma la quota di mercato è, anche in questo caso, esigua, inferiore al 3 per cento. Nello stesso mese in cui la Fiat ha perso il 26 per cento, il gruppo Volkswagen ha ceduto in Italia l’8,1 per cento e tutti i principali concorrenti, tranne Psa, perdono meno del mercato. Marchionne, unico italiano nella classifica degli uomini d’affari stilata da Fortune, si consola negli Usa dove i marchi Chrysler balzano in alto nelle quote di mercato.
In Italia si prepara dunque un 2011 particolarmente difficile. Il Centro studi Promotor di Bologna prevede che il prossimo anno si concluderà , come il 2010, leggermente al di sotto dei 2 milioni di auto vendute. E’ con queste premesse che oggi riprende a Torino la trattativa sul futuro dello stabilimento di Mirafiori. Trattativa che si annuncia in salita perché, stando ai segnali delle ultime ore, la Fiat intenderebbe replicare l’accordo di Pomigliano: «Temiamo – dice Giorgio Airaudo della Fiom – che la pagina bianca di cui parla Marchionne sia solo una trovata mediatica. Andremo comunque al tavolo con le nostre proposte». La Fiom presenterà  dunque un pacchetto di soluzioni e chiederà  le assemblee di fabbrica. Questa mattina l’argomento verrà  affrontato in un’assemblea di operai con Maurizio Landini. La Fiom è divisa sul da farsi? «Assolutamente no – dice Airaudo – stiamo seguendo alla lettera le linee scelte e votate all’unanimità  dall’organizzazione». E le polemiche degli ultimi giorni? «Siamo un’organizzazione plurale. Evidentemente Cremaschi interviene senza conoscere a fondo la vicenda».
A poche ore dalla ripresa del negoziato il clima si inasprisce. A Torino la Fim accusa la Fiom di aver assunto un atteggiamento intollerante durante le assemblee. Secondo le indiscrezioni oggi la Fiat potrebbe presentarsi al tavolo con un testo scritto da discutere. L’ipotesi di intesa potrebbe essere raggiunta entro il fine settimana. Martedì dovrebbero svolgersi le assemblee e venerdì 10 il referendum. Tra le proposte del Lingotto quella di un regolamento, identico a quello di Pomigliano, da tradurre in un contratto vero e proprio fuori da Confindustria. Ipotesi che sarebbe saltata nelle ultime ore per l’opposizione non solo della Fiom ma anche della Uilm. Un ulteriore problema per Marchionne sarebbe il rapporto con il partner Usa: «E’ certamente molto ambizioso – osserva Airaudo – realizzare a Torino una joint venture con denaro Chrysler che proviene, in ultima istanza, dal Tesoro americano».


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