“Processate Verdini e Fusi per gli appalti post terremoto”

L’AQUILA – L’inchiesta sulla «cricca» e gli affari post-terremoto è ad un punto di svolta. La procura della Repubblica dell’Aquila – da pochi giorni – ha chiuso le indagini sugli appalti sospetti riferiti alla prima fase della ricostruzione, dove sono coinvolti con l’accusa di corruzione, il parlamentare Denis Verdini (uno dei coordinatori nazionali del Pdl) e l’imprenditore fiorentino Riccardo Fusi.
L’indagine nasce dalle intercettazioni contenute nell’inchiesta sui presunti appalti pilotati da parte della Protezione Civile per i «grandi eventi». Una vicenda che scoppiò lo scorso mese di febbraio e che portò a diversi arresti di funzionari pubblici (tra cui Angelo Balducci, a capo del dipartimento delle Opere Pubbliche) e imprenditori (tra cui Diego Anemone e Pier Francesco Piscicelli), e l’iscrizione nel registro degli indagati dell’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso (anche lui indagato con l’accusa di corruzione).
Al centro della vicenda aquilana alcuni affidamenti «in via d’urgenza», tra cui uno da sette milioni di euro per realizzare la sede temporanea della scuola media Carducci. Proprio la possibilità  di agire al di fuori del codice degli appalti pubblici – sostengono gli inquirenti – avrebbe favorito il comportamento illecito sia nella vicenda fiorentina che in quella della ricostruzione.
Secondo il sostituto procuratore antimafia Olga Capasso, Verdini avrebbe favorito il Consorzio Federico II (dove Fusi risulta socio), facendo pressioni sia su Bertolaso che sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta. ù
Una pressione interessata, sostengono gli inquirenti, in quanto Verdini è stato per lunghi anni socio d’affari di Fusi e la banca (il credito cooperativo fiorentino) presieduta all’epoca dei fatti dallo stesso parlamentare era esposta finanziariamente nei confronti di Fusi ed interessata a fagli ottenere commesse. Esce di scena, nell’ambito di questa inchiesta, il costruttore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio “Federico II”, per la cui posizione la Procura distrettuale – secondo quanto si è appreso – chiederà  al gip l’archiviazione.


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