Raid notturno sotto casa di Vendola

BARI – Raid sotto casa di Nichi Vendola, nel centro storico di Terlizzi, dove un gruppo di giovani, simpatizzanti del Pdl, ha molestato il governatore pugliese. «Un incubo», racconta il leader di Sel che nel tentativo di chiamare i carabinieri, è caduto dalle scale e si è fatto male alla gamba destra. «Una bravata», replica il coordinatore dei giovani pidiellini pugliesi, Riccardo Memeo. Come siano andati i fatti, sarà  la procura di Trani a stabilirlo: il procuratore capo Carlo Maria Capristo ha aperto un fascicolo per capire se si sia trattato di un atto di matrice politica. Numerose le attestazioni di solidarietà : dal responsabile sicurezza del Pd Emanuele Fiano al vicesegretario del partito Enrico Letta, dal segretario del Prc, Paolo Ferrero al capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi.
Un invito «a tutti indistintamente» ad abbassare i toni è stato rivolto dal capogruppo del Pdl alla Regione Puglia Rocco Palese che ha sfidato Vendola alle ultime elezioni regionali. Dalla Lega Nord, l’unica voce è stata quella di Marco Pinti, consigliere provinciale a Varese, che dai microfoni di Radio Padania ha ironizzato sull’infortunio di Vendola: «Purtroppo non ha avuto danni permanenti». Da Sel, Claudio Fava ha chiesto l’intervento del ministro dell’Interno Roberto Maroni.
«Piccineria morale e intellettualmente impressionante», ha commentato il governatore pugliese che ha raccontato la sua notte da «incubo» aprendo la conferenza stampa di fine anno e presentandosi claudicante al microfono: «Non ho avuto una buona nottata. Giovani del Pdl – ha denunciato – hanno pensato di molestare il presidente della Regione a casa sua, immaginando che una abitazione privata possa essere una specie di protesi della lotta politica».
Gli autori del raid sono stati identificati ma i giovani del Pdl non ci stanno e in una conferenza stampa hanno spiegato la loro versione. Tutto ruota intorno all’ospedale di Terlizzi. «Abbiamo organizzato una protesta contro il presidente, per le sue mancate promesse sul riordino ospedaliero, sulla mancata riapertura della ginecologia a Terlizzi, la sua città  – ha detto Memeo – e nella notte i ragazzi avevano deciso di attaccare ad ogni portone del centro storico di Terlizzi una coccarda di quelle che si appendono quando nasce un bambino, ma listata a lutto, proprio per la mancata riapertura dell’ostetricia. Quel che è successo – ha insistito il leader di giovani del Pdl pugliese – è che uno dei ragazzi, commettendo una bravata, ha solo e soltanto citofonato, all’appartamento del presidente ed è poi scappato. Si tratta di uno scherzo di pessimo gusto, che va condannato, ma solo di uno scherzo».


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