Senza dimora, governi e associazioni cercano insieme una strategia europea

ROMA – Due giorni di confronto per definire i passi da compiere a livello europeo nella lotta alla grave esclusione sociale, individuando le priorità  e i criteri per un approccio che permetta di raggiungere i risultati indicati come obiettivo per il prossimo decennio dal Consiglio europeo del giugno scorso: la riduzione della povertà  per almeno 20 milioni di persone in tutta l’Unione europea. E’ questo il senso della Consensus Conference che si tiene a Bruxelles il 9 e 10 dicembre prossimi: i governi europei, insieme (e alla pari) con enti di ricerca, università  e associazioni impegnate nel contrasto alla povertà  assoluta, sono chiamati a discutere e a trovare un punto comune di partenza per dare il via ad iniziative concrete di contrasto del fenomeno. Un obiettivo da raggiungere anche grazie al particolare modello di incontro che prevede non solo un dibattito, ma anche la presenza di una giuria di esperti chiamata a dirimere le diversità  di vedute e ad elaborare un rapporto unitario che renda più facile la valutazione delle scelte operative da attuare. Per l’Italia, all’iniziativa – che arriva a conclusione dell’anno europeo per la lotta alla povertà  e all’esclusione sociale – partecipa la Fio.Psd, la Federazione che riunisce gli organismi delle persone senza dimora, e in rappresentanza del governo il direttore generale per l’inclusione e diritti sociali del ministero del Welfare, Raffaele Tangorra.

“E’ la prima volta a livello europeo – spiega Paolo Pezzana, presidente della Fio.psd – che il modello della Consensus Conference viene applicato al mondo del sociale, dopo gli esperimenti nei campi della sanità  e della tecnologia: c’è un precedente in Francia nel 2007 proprio sui temi dell’homelessness, e da quella conferenza sono venute decisioni rilevanti come la creazione di una struttura a livello nazionale con la nomina di un prefetto e la definizione di una legge, poi approvata dal Parlamento, che renderà  fra due anni pienamente esigibile da tutti, in Francia, il diritto all’alloggio. La speranza è che lo strumento si dimostri ancora una volta valido per definire decisioni concrete”.

Sugli obiettivi della strategia 2020, spiega Pezzana, “c’è da incidere un po’ perché il tema dell’homelessness è molto sfumato: bisogna capire cioè come le percentuali di riduzione, indicate peraltro in modo assai blando, verranno tradotte. Quello che noi chiediamo è di partire con una strategia decisa contro le forme di esclusione più grave: è uno scandalo che sussistano ancora oggi”. Il tutto all’interno di un percorso “di omogeneizzazione, se non di unificazione, dei sistemi di censimento delle persone senza dimora”: “Potendo contare su numeri omogenei o comunque comparabili con un certo grado di attendibiltà  – spiega il presidente della Fio.psd – è possibile definire target misurabili, verificarne l’andamento, capire se e come gli obiettivi vengono raggiunti nei vari paesi: insomma, agire nel concreto e misurare i risultati”.

E a proposito di censimento, è previsto per lunedì 13, nel corso del convegno organizzato in conclusione dell’anno europeo per la lotta all’esclusione sociale, la presentazione dei primi dati sul censimento svolto dall’Istat in collaborazione con la Fio.psd sui servizi indirizzati alle persone senza dimora. La parte relativa invece al censimento vero e proprio delle persone senza dimora prenderà  il via fra febbraio e marzo e si dovrebbe ultimare nel giro di otto settimane: i dati definitivi sono attesi fra giugno e settembre, e saranno certamente presentati alla Conferenza europea di ricerca sull’homelessness che l’Italia ospiterà  a settembre 2011 a Pisa. (ska)

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