AMERICA. La Grande Bugia repubblicana

La soluzione a breve termine è che il governo risponda spendendo di più, non di meno. A lungo termine, è distribuire i benefici della crescita economica in modo più ampio (ad esempio attraverso una tassa sul reddito più progressiva, un più ampio sistema di credito fiscale, un’esenzione sui primi 20mila dollari di reddito e non sopra i 250mila dollari, sindacati più forti, e più investimenti appropriati in istruzione e infrastrutture).
Però, invece di dire la verità , Obama ha legittimato la Grande Bugia congelando la spesa discrezionaria non relativa alla difesa, congelando gli stipendi federali, o facendo propria la proposta della sua commissione sul deficit – imporre 3 dollari di tagli per ogni dollaro di aumento delle tasse – o infine accettando di estendere il taglio delle tasse voluto da Bush per i più ricchi.
Perché Obama sostiene la Grande Bugia? Dirà  qualcosa di contrario durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione? Forse, ma per ora non ne vediamo segnali. Nel suo discorso settimanale, lunedì, il presidente ha ribadito il suo «impegno» per il 2011 a «fare tutto ciò che posso per garantire che la nostra economia cresca, crei lavoro, e rafforzi la nostra classe media». Ha aggiunto che è importante «guardare avanti – non solo a quest’anno ma ai prossimi dieci, vent’anni» per stimolare l’economia attraverso l’innovazione. E che è essenziale per gli Stati uniti trovare il modo di «essere competitivi con altri paesi».
Innovarem essere competitivi? Ma di cosa parla? Grandi aziende americane stanno innovando come pazze in tutto il mondo, con centri di ricerca e sviluppo in Cina e in India. E i loro profitti crescono, sfiorano il milione di miliardi di dollari cash, liquidi. Ma non creano lavoro negli Usa perché qui non c’è abbastanza domanda da giustificarli.
Nel contro-discorso repubblicano, la neoeletta senatrice Kelly Ayotte ha ribadito la Grande Bugia: «Gli americani ci hanno mandato al congresso con istruzioni chiare: fare un governo più piccolo, non più grande». Ridurre il deficit, ha aggiunto, «non è un problema repubblicano o democratico – è un problema americano che richiede decisioni difficili da entrambi i partiti». E il modo per ridurre il deficit è tagliare il governo. Estendere il taglio fiscale del 2001 e 2003 per i prossimi due anni, ha detto, è stato un «importante primo passo» per far ripartire l’economia.
Da oggi, quando il Congresso riapre con una maggioranza repubblicana nella Camera dei rappresentanti, sentiremo ancor più la Grande Bugia.
Goerge Orwell ebbe a dire che quando l’opinione pubblica è confusa e sotto stress, una Grande Bugia ripetuta può diventare una verità  accettata. Adolph Hitler ha scritto in Mein Kampf che «le dimensioni di una menzogna sono un fattore determinante perché sia creduta», e che il pubblico è «più facilmente preda di una menzogna grande che di una piccola, perché tutti dicono piccole bugie ma si vergognerebbero di dirne una grande».
Il presidente ha il pulpito più alto. Lo userà  per dire la Grande Verità ?

* Robert Reich insegna alla University of California a Berkeley. E’ stato ministro del lavoro con Bill Clinton. Il suo ultimo libro è Supercapitalism. Questo testo è sul suo blog RobertReich.org


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